Volkswagen dieselgate: si sveglia la Cina

Il Volkswagen dieselgate ha raggiunto la Cina. Il ministro per l’ambiente ha dichiarato che sono iniziate le verifiche dei veicoli della Casa tedesca alla ricerca del software incriminato.

Che l’impudenza non ha limiti lo sapevo, ma che il ministro cinese per l’ambiente dichiari che verificherà la conformità alle norme antinquinamento dei veicoli Volkswagen, importati e prodotti localmente non me lo aspettavo proprio.

Prima che la notizia venga sparata dai media e faccia il giro del web creando il solito polverone, consiglio, a chi ha un po’ di buon senso, di leggere il rapporto di Berkeley Earth, un gruppo di ricerca indipendente finanziato in gran parte da borse di studio, e pubblicato sul giornale on-line PLoS ONE dalla Public Library of Science, è stato stilato nell’agosto di quest’anno.

Scoprirà che secondo i ricercatori l’inquinamento atmosferico in Cina sta uccidendo una media di 4.000 persone al giorno. Gli scienziati attribuiscono la responsabilità dei decessi soprattutto alle emissioni delle centrali a carbone e in particolare alle minuscole particelle note come PM2,5 che possono scatenare attacchi di cuore, ictus, cancro ai polmoni e asma e che – secondo lo studio di Berkeley Earth – uccidono silenziosamente 1,6 milioni di persone all’anno, il 17% del livello di mortalità della Cina.

«L’ultima volta che sono stato a Pechino – ha dichiarato Richard Muller, direttore scientifico di Berkeley Earth – l’inquinamento era a livello di pericolo: ogni ora di esposizione riduceva la mia aspettativa di vita di 20 minuti. È come se ogni uomo, donna e bambino fumassero quasi 40 sigarette al giorno»

Che con simili premesse il ministero dell’ambiente cinese pensi a verificare se le VW diesel in vendita nel fu “Celeste Impero” sono dotate del software in grado di truccare i test, è pura fantascienza. Tanto più che le “prime indagini” hanno rilevato che solo 1.950 veicoli, tutti d’importazione, sarebbero forniti del software incriminato.

Vale la pena ribadirlo ancora una volta, che l’accusa rivolta a Vokswagen dagli americani riguarda l’eccesso di NOx, ossia gli ossidi di azoto. Non si tratta di un gas nocivo, come l’ossido di carbonio, le polveri sottili o l’anidride carbonica. È già presente nella composizione dell’atmosfera ed è innocuo per la salute anche se in elevatissime concentrazioni può avere effetti disastrosi sul clima.

È ciò che si vuole evitare applicando sempre più restrittive normative sull’inquinamento che obbligano a ridurne il tasso nelle combustioni ad alta temperatura, proprio come quelle che avvengono nei motori degli autoveicoli, in particolare i diesel. Ben diverso il discorso per le PM2,5 che sono puro veleno per i nostri polmoni anche in concentrazioni nettamente inferiori.

In Cina Volkswagen ha programmato investimenti nei prossimi anni per 18 miliardi di euro e mira a incrementare le vendite a 4 milioni di immatricolazioni all’anno. Non sarà che prese di posizioni e tracotanti proclami nascondano una sottile strategia a protezione dei costruttori nazionali?

 

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ultimo aggiornamento: 14-10-2015

Enzo Caniatti

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