Volkswagen-Mercedes: uno per tutti, tutti per uno

Volkswagen-Mercedes fanno quadrato. In nome della Buona Corporate Governance del settore automobilistico tedesco, Daimler AG si priva di una preziosa risorsa per soccorrere la concorrente.

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Nel leggere il comunicato diffuso da Daimler AG, ovvero il Gruppo di Mercedes, che riguarda da vicino l’affaire Volkswagen, mi viene in mente il celebre “uno per tutti, tutti per uno”. La formula che i quattro amici, Moschettieri del Re, ripetono all’unisono incrociando le spade prima di gettarsi nella mischia contro le Guardie del Cardinale.

Dice testualmente: «Il Presidente del Consiglio di Sorveglianza, di Volkswagen AG, Hans Dieter Pötsch ha chiesto ufficialmente al Presidente del Consiglio di Sorveglianza, di Daimler AG, Manfred Bischoff di “liberare” dal suo attuale contratto (scade il 28 febbraio 2017) il membro del Consiglio di Amministrazione per l’integrità e questioni giuridiche di Daimler AG Christine Hohmann-Dennhardt. Nell’interesse della Buona Corporate Governance del settore automobilistico tedesco, il Presidente del Consiglio di Vigilanza di Daimler AG ha accettato la richiesta».

Dal primo gennaio 2016 la dottoressa Christine Hohmann-Dennhardt, solida esperienza maturata come giudice, entrerà a far parte del Board di Wolfsburg, ricoprendo analogo incarico, quale responsabile nella neonata struttura per “l’integrità di azienda e questioni giuridiche” di cui anche Volkswagen ha deciso di dotarsi dopo lo tsunami provocato dal dieselgate.

Occorre ritornare indietro nel tempo, in un contesto ben diverso, quello della guerra, per trovare una simile collaborazione e unità d’intenti tra due brand sostanzialmente concorrenti. Daimler AG si priva di una risorsa vitale per correre in soccorso della più pericolosa avversaria – non dimentichiamo che del Gruppo di Wolfsburg fanno parte sia Audi sia Lamborghini – in serie difficoltà proprio sul piano giuridico.

Sino ad ora infatti soltanto Daimler AG aveva deciso di dotarsi di una figura specifica di alto profilo come Christine Hohmann-Dennhardt ed elevarla al rango di responsabile per “l’integrità di azienda e questioni giuridiche”, una sorta di super esperto di etica, mai come oggi indispensabile a Volkswagen e ovviamente non soltanto a lei.

Non si tratta tuttavia solo di altruismo ma, nel più puro spirito di Dumas, della necessità per l’industria automobilistica tedesca di fare quadrato e difendersi. Ciò che è capitato a Volkswagen potrebbe capitare anche ad altri. Come ne uscirà il Gruppo di Wolfsburg sarà determinante non soltanto per l’immagine dell’industria automobilistica tedesca, ma per l’intero mondo dell’auto.