La storia del volo Star Tiger della British South American Airways, scomparso il 30 gennaio 1948 con 31 persone a bordo. Gli ultimi messaggi radio, le ricerche e le ipotesi sul mistero.
Nelle prime ore del 30 gennaio 1948, un aereo passeggeri britannico scomparve durante una traversata dell’Oceano Atlantico, mentre si dirigeva verso le Bermuda. Era lo Star Tiger, un quadrimotore Avro Tudor IV della British South American Airways Corporation (BSAAC), con 25 passeggeri e sei membri dell’equipaggio.
Ai comandi si trovava il comandante Brian W. McMillan, un pilota esperto. Tra i passeggeri figurava anche Sir Arthur Coningham, alto ufficiale della Royal Air Force che aveva ricoperto importanti incarichi durante la Seconda guerra mondiale.
L’aereo non raggiunse mai la destinazione. Non vennero ricevute richieste di soccorso e le operazioni di ricerca non permisero di individuare relitti o sopravvissuti.
La scomparsa sarebbe diventata uno dei casi più conosciuti associati al Triangolo delle Bermuda, pur essendo avvenuta durante una traversata iniziata nelle Azzorre, ben lontano dai confini comunemente attribuiti a quell’area.

Star Tiger: il viaggio dalle Azzorre e l’ultimo messaggio radio
Lo Star Tiger aveva lasciato Londra il 27 gennaio 1948, facendo successivamente scalo a Lisbona e nell’arcipelago delle Azzorre.
Il viaggio aveva già subito alcuni ritardi. A Lisbona era stato necessario controllare un motore, mentre le avverse condizioni meteorologiche avevano costretto l’equipaggio a prolungare la sosta nell’isola di Santa Maria.
Il 29 gennaio, alle 15:34, l’aereo ripartì verso le Bermuda.
Le condizioni di volo erano difficili, soprattutto a causa dei forti venti contrari. McMillan decise di mantenere una quota relativamente bassa, intorno ai 610 metri, per evitare correnti ancora più intense alle quote superiori.
Un altro velivolo della stessa compagnia, un Avro Lancastrian comandato da Frank Griffin, era partito circa un’ora prima lungo una rotta analoga e manteneva contatti radio con lo Star Tiger.
Durante la notte, l’equipaggio dello Star Tiger si accorse che i venti avevano contribuito a spostare l’aereo dalla rotta prevista.
Alle 3:15 del 30 gennaio, il radiooperatore Robert Tuck chiese alla stazione delle Bermuda un rilevamento radio per verificare la direzione da seguire.
Il controllo trasmise l’informazione richiesta, che venne confermata dall’equipaggio alle 3:17.
Fu l’ultima comunicazione conosciuta dello Star Tiger.
Alle 3:50, una nuova chiamata dalla stazione radio delle Bermuda rimase senza risposta. Gli ulteriori tentativi di contatto furono inutili.
Le ricerche nell’Atlantico e le conclusioni dell’inchiesta
Al momento dell’ultimo contatto, lo Star Tiger si trovava, secondo la ricostruzione ufficiale, a circa 340 miglia nautiche dalle Bermuda, equivalenti a circa 630 chilometri.
Le autorità americane avviarono un’operazione di ricerca impiegando numerosi aerei e diverse navi. Nonostante gli sforzi, non venne recuperato alcun frammento dell’aereo, né furono trovati i corpi delle 31 persone a bordo.
Il governo britannico dispose un’inchiesta ufficiale, affidata a una commissione presieduta da Lord Macmillan. Gli investigatori esaminarono diverse possibilità , tra cui un guasto meccanico, un errore di navigazione, problemi di carburante e una perdita di quota.
Particolare attenzione venne dedicata alla bassa altitudine mantenuta durante la traversata, che avrebbe potuto rendere estremamente pericoloso un eventuale errore nella lettura degli strumenti o un’improvvisa difficoltà di controllo.
Tuttavia, nessuna delle ipotesi raggiunse un livello di probabilità sufficiente a essere indicata come causa dell’incidente.
Nel settembre 1948, il rapporto ufficiale concluse che, in assenza di prove attendibili, non era possibile determinare cosa fosse realmente accaduto.
Il mistero si infittì nel gennaio 1949, quando un altro aereo della stessa compagnia, lo Star Ariel, scomparve durante un volo dalle Bermuda alla Giamaica, senza lasciare tracce.
Le due vicende contribuirono successivamente ad alimentare la leggenda del Triangolo delle Bermuda, sebbene non esistano prove di fenomeni soprannaturali o di un collegamento misterioso tra le sparizioni.