Voluntary disclosure bis il rientro capitali previsto dall’agenzia delle entrate

Agenzia delle Entrate e Voluntary Disclosure

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Cos’è la Voluntary Disclosure 2017

L’agenzia prende in considerazione la difficoltà del calcolo relativo alle sanzioni, ed ha quindi sviluppato una procedura che sarà di aiuto a’ consulenti e contribuenti per determinare gli importi dovuti in caso di adesione volontaria a questo strumento.

Questo procedimento prevede l’auto denuncia svolta da coloro che hanno investimenti all’estero e che consente di accedere a Sanzioni ridotte promosse dal Fisco al fine di far rientrate in Italia tali somme.

La Voluntary Disclosure è stata pensata dal Governo e affidata alla Agenzia delle Entrate, per portare le persone che hanno soldi giacenti o investiti in Paesi esteri e che scelgono su base volontaria di pagare le tasse per quei soldi depositati in altri Paesi.

Legislazione e Voluntary Disclosure

La Legge che inizia a parlare di rientro capitali dall’estero è la N°186 del 15 dicembre 2014 e concerne le: “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio”.
C’è stata una recente circolare emessa dalla Agenzia delle Entrate sulla Voluntary Disclosure e questa contiene le istruzioni utili a completare il passaggio in emersione dei propri risparmi occultati al fisco nei caveau delle banche estere.
A decorrere dal 7 febbraio è possibile inviare le richieste di accesso alla procedura di collaborazione volontaria. L’Agenzia attraverso il provvedimento recepito e promulgato dal Governo lo scorso 3 febbraio, ha annunciato attraverso un comunicato la procedura di adesione che è appunto “voluntary” per il contribuente, sono state anche descritte le tecniche per la trasmissione delle domande.
Il canale telematico è anch’esso attivo dal 7 febbraio 2017 e si rivolge ai professionisti abilitati che fanno parte dell’elenco consultabile e relativo al D.P.R. n. 322/1998 e nei successivi decreti attuativi.
La prima edizione della voluntary disclosure consentì al Fisco italiano di incassare 4 miliardi di euro, attraverso le circa 130 mila domande di adesione e anche 59 miliardi fornite dalle attività estere emerse.

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