Voluntary disclosure bis, novità 2017

Voluntary disclosure bis, tutto quello che c’è da sapere: cos’è, come funziona, come presentare domanda e tutte le novità 2017

Cos’è e come funziona la voluntary disclosure bis? Scopri di cosa si tratta e tutte le novità 2017 introdotte con il decreto legge n. 50/2017.

Voluntary disclosure bis

La collaborazione volontaria conosciuta anche il nome di voluntary disclosure è uno strumento messo a disposizione ai contribuenti in possesso di capitali esteri. Tramite la collaborazione volontaria, infatti, il contribuente può denunciare spontaneamente all’Amministrazione finanziaria il rientro di capitali. Possono ricorrere a questa procedura tutti i contribuenti che intendono regolarizzare violazioni commesse in materia di:

  • imposte sui redditi;
  • imposte sostitutive;
  • imposta regionale sulle attività produttive;
  • imposta sul valore aggiunto;
  • violazioni riguardanti la dichiarazione dei sostituti d’imposta.

Intanto l’Agenzia delle Entrate ha introdotto una serie di novità con il decreto legge 50 del 2017 relative alla Voluntary disclosure bis. Una delle novità 2017 relative alla voluntary disclosure bis riguarda la possibilità per chi aderisce di detrarre le imposte pagate all’estero a titolo definitivo relative a redditi di lavoro autonomo e dipendente in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

Le novità 2017

Si tratta di un caso particolare che si verifica quando il contribuente non ha presentato la dichiarazione dei redditi in Italia, ma ha rispettato gli obblighi fiscali nel paese in cui ha svolto regolare attività lavorativa. Non solo, le novità 2017 hanno chiarito che le detrazioni sulle imposte pagate all’estero valgono anche per gli atti non ancora emanati della precedente edizione voluntary. Il contribuente che aderisce alla procedura di collaborazione volontaria bis è esonerato da diversi obblighi in fase di dichiarazione: quelli del monitoraggio fiscale, l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero e quella sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (Ivafe). Qualora il versamento spontaneo del contribuente dovesse risultare carente, la voluntary disclosure prevede la possibilità di applicare una maggiorazione sull’importo che non può mai essere superiore a quello dovuto in caso di mancata autoliquidazione.

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ultimo aggiornamento: 27-08-2017

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