Continua in Senato la caccia ai “costruttori” per evitare che il Governo Conte vada sotto nel voto di fiducia. Al momento quota 161 resta distante.

ROMA – Il Premier Conte va dritto per la sua strada e martedì in Senato porrà la questione di fiducia. Appuntamento alle ore 9.30. Il capo di Palazzo Chigi esporrà una relazione circa le dimissioni delle due ministre renziane e poi si andrà al voto.

Senato, la maggioranza è fissata a quota 161

Al momento, per avere via libera da Palazzo Madama la maggioranza deve arrivare a 161 sì. Ma allo stato dell’arte la conta naviga intorno a quota 154, distante quindi dalla maggioranza assoluta dei voti.
L’Udc, che sembrava avviarsi a dare sostegno all’asse M5S-Pd, è rientrata nei ranghi del centrodestra. Inoltre, la decisione di Italia Viva di puntare sull’astensione (che in Senato vale comunque come voto negativo) sembra reggere l’urto, dato che non è stata registrata alcuna defezione, a parte De Filippo. L’ex premier, riunendo nuovamente i parlamentari nel pomeriggio, prova a serrare ranghi: “Al Senato i 18 senatori saranno decisivi visto che la maggioranza al momento è tra 150 e 152“.

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Chi sono i possibili “costruttori”

Sarebbero dodici i senatori “responsabili” o “costruttori” che potrebbero dare il loro appoggio al governo Conte dopo la fuoriuscita dei due ministri Italia Viva dall’esecutivo. Dagli ex pentastellati come Paola Nugnes, Michele Giarrusso e Gregorio De Falco, a Sandra Lonardo, la moglie di Clemente Mastella, ex Forza Italia e ora al Gruppo Misto. Tra i possibili nomi anche un ex Pd come Tommaso Cerno (al Misto dallo scorso febbraio).
Poi c’è un tredicesimo nome, quello di Riccardo Nencini, che corse alle elezioni con il simbolo “Insieme”, facendo poi un assist a Matteo Renzi consentendogli di usare il simbolo per creare un gruppo congiunto con i senatori della neonata Italia Viva.


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