Voucher lavoro 2017: ecco la nuova legge

Voucher lavoro 2017, ecco tutte le novità introdotte con la manovra: cosa sono, come sono regolamentati e i massimali previsti

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I voucher lavoro 2017 sono una delle nuove modalità di pagamento riconosciuti e regolamentati per il lavoro accessori. Ecco una serie di informazioni relativi al loro utilizzo, alle categorie a cui sono rivoli e al pagamento.

Voucher lavoro 2017

Con il voucher lavoro 2017 è possibile pagare in maniera regolare, dopo l’attivazione da parte dell’INPS, le prestazioni di lavoro occasionale e/o accessorio. Si tratta di prestazioni lavorative non facilmente inquadrabili dal punto di vista contrattuale per la loro durata. I tagli dei voucher sono di tre valore: si parte da 10 euro, 20 euro e 50 euro. Il primo taglio è quello più utilizzato e risulta così suddiviso: al lavoratore viene riconosciuto il 75% del valore (ossia 7,5 euro) mentre il restante 25% è suddiviso tra 7% contributi INAIL, 13% contributi INPS e 5% compenso concessionario. Questa nuova forma di pagamento è stata introdotta nell’ordinamento italiano dal 2003 per fronteggiare la piaga dilagante del lavoro nero.

Chi può utilizzare i voucher lavoro 2017?

Quali sono le categorie di datori di lavoro che possono retribuire il lavoro accessorio utilizzando questa moderna forma di pagamento? In primis le famiglie, gli enti senza scopi di lucro, imprenditori agricoli e operanti in tutti i settori, le piccole imprese familiari, i soggetti non imprenditori ma anche i committenti pubblici. Non possono essere utilizzati, invece, nel caso di lavori svolti da terzi. Sono da considerarsi escluse: prestazioni di lavoro derivanti da appalti e rapporti di somministrazione ad eccezione di attività di steward durante eventi di calcio. I voucher lavoro 2017 sono ammessi solo per rapporti di lavoro diretto tra prestatore e utilizzatore finale.

Importante: ricordiamo che è prevista cifra totale per la retribuzione derivante da voucher lavoro 2017, che non può superare il tetto massimo di 7000 euro all’anno per il lavoratore e di 2020 euro per il singolo datore lavoro.

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