Caso Assange, Chelsea Manning non testimonia e resta in carcere

Wikileaks, Chelsea Manning si rifiuta di testimoniare e resta in carcere.

WASHINGTON (STATI UNITI) – Chelsea Manning resta in carcere. L’ex analista militare, arrestata per ragioni di coscienza, si è rifiutata di rispondere alle domande su Assange per quanto riguarda l’inchiesta legata a Wikileaks.

Julian Assange
Bildnummer: 56623138 Datum: 05.12.2011 Copyright: imago/Xinhua (111205)

Wikileaks, nuovamente in carcere Chelsea Manning

Non è la prima volta che Chelsea Manning finisce in carcere. In passato ha subito una condanna a 35 anni, sette dei quali trascorsi in una prigione molto dura. Proprio questo ha portato l’ex analista – graziata da Barack Obama – in più occasioni ha tentato il suicidio. Ora questa nuova detenzione che potrebbe creare sicuramente diversi problemi alla donna. Da capire se nelle prossime settimane deciderà di testimoniare anche per cercare di evitare la prigione.

I giudici con la sentenza sono stati molto chiari. In caso di una collaborazione per risolvere il caso Wikileaks allora lei potrà ritornare in libertà altrimenti resterà in carcere fino alla fine dell’inchiesta.

Chelsea Manning: la libertà solo in cambio della collaborazione

Questa volta Donald Trump non ha nessuna intenzione di graziare l’ex analista. Per questo l’unico modo per lei di ritornare in libertà è rispondere alle domande dei giudici. Una possibilità finora mai considerata da Chelsea Manning ma ora è chiamata a prendere una decisione importante per evitare una nuova detenzione che negli anni scorsi l’ha messa in seria difficoltà.

ultimo aggiornamento: 08-03-2019

X