Manning, l'ultimo atto di Obama: concessa la grazia, annullata la pena di 35 anni

Wikileaks, Obama grazia Manning! Adesso cosa farà Assange?

Il presidente americano, a tre giorni dalla fine del mandato, ha deciso di concedere la grazia a Chelsea Manning, l’ex analista dell’intelligence Usa condannato a 35 anni nell’ambito della vicenda Wikileaks

Sarà ricordato come l’ultimo atto della presidenza di Barack Obama: il presidente degli Stati Uniti ha condonato la pena a Manning, l’ex analista di sicurezza di sicurezza dell’esercito americano in Iraq, accusato di aver passato materiale riservato a Wikileaks.

Obama grazia Manning

La decisione del capo della Casa Bianca sarà esecutiva entro poche settimane: l’ex analista era stato condannato a 35 anni di carcere, di cui già sette scontati a Fort Leavenworth, in Kansas. Con l’atto di Obama verrà annullata la pena e il 29enne potrà lasciare la prigione il prossimo 17 maggio. All’epoca dell’inchiesta, Manning era un uomo di nome Bradley: oggi è un transgender che ha cambiato il nome in Chelsea e che ha già intrapreso il percorso per mutare il sesso.

Cosa farà Assange?

Negli ultimi giorni, la pressione intorno a Obama era aumentata: il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, aveva detto pubblicamente: “Se il presidente degli Stati Uniti concederà la grazia a Manning mi consegnerò alle autorità“. Assange è in fuga e dal 2012 è rifugiato presso l’Ambasciata dell’Ecuador a Londra.

ultimo aggiornamento: 18-01-2017

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