Yamaha Sports Ride Concept: firmata Murray

Yamaha Sports Ride Concept, la Casa dei tre diapason presenta al Tokyo Motor Show la sua interpretazione di auto sportiva. La firma Gordon Murray, geniale progettista di F1.

Cosa succede quando una Casa nipponica dai molteplici interessi come Yamaha decide di esplorare il settore delle vetture sportive? Semplice, una mini supercar, tanto più se a elaborarla viene chiamato nientemeno che Gordon Murray, geniale progettista di monoposto della F1.

A Iwata hanno un bel dire che la Yamaha Sports Ride Concept, è semplicemente un “esercizio da Salone” per creare una vettura capace di garantire un divertimento di guida simile a quello di una moto. Non si scomoda uno come Murray per una show car.

Poi si scopre che il brevetto di Murray ha richiesto due anni di ricerche ed è stato messo a punto insieme a tre aziende specializzate nel settore (Toray Industries, Innovate UK e ELG). Consta in un’anima di compositi a nido d’ape schiacciata tra due pannelli di CFRB, cioè il composito di fibra di carbonio e materie plastiche. Per la sua realizzazione è stato utilizzato l’esclusivo e complesso processo iStream, impiegato sulle monoposto di F1, che assicura leggerezza e grande rigidità alla vettura.

Da notare che alla cellula centrale ad alta resistenza sono abbinati elementi tubolari strutturali, non soltanto per enfatizzare le performance di guida, ma anche per consentire un’elevata flessibilità progettuale, volta alla realizzazione sulla stessa piattaforma di una citycar o di una sport utility.

Della propulsione si sa poco, solo che la Yamaha Sports Ride Concept prevede l’impiego di motori a tre o a quattro cilindri di derivazione motociclistica di 850 o 1000 cm3 in posizione posteriore-centrale, ovvero quella tipica delle auto da corsa. La struttura tuttavia consente anche l’istallazione di un propulsore ibrido o addirittura totalmente elettrico. La trazione è posteriore con distribuzione dei pesi ottimizzata fra i due assi.

La Yamaha Sports Ride Concept è lunga 3,9 metri, larga 1,72 e alta appena 1,17 metri. Prevede un abitacolo a due posti secchi. A Iwata ci tengono a sottolineare che la loro prima vettura sportiva è in grado di offrire emozioni di guida estreme. Si trincerano invece dietro un “no-comment” quando si parla della possibilità di tradurla in prodotto di serie, sia pure per il solo mercato nipponico.

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ultimo aggiornamento: 02-11-2015

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