Pd, Zingaretti alla carica: "Costruire partito più grande..."

Zingaretti: “Ora bisogna combattere, offrire alternativa a Lega e 5 Stelle”

Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, è pronto a conquistare la segreteria del Pd e a contrastare i partiti di governo. E non chiude all’ipotesi di un ticket con Gentiloni.

Nicola Zingaretti continua la sua azione in vista della volata per la segreteria del Partito Democratico. Il governatore del Lazio ha incontrato i suoi giovani sostenitori a Firenze, la città dell’ex premier: “Io penso che Renzi sia stato un leader, e penso che per tutti sia un bene immaginarsi a volte nella propria vita come guida e a volte scoprire anche l’ebbrezza di spingere insieme a tanti altri per un’idea, per dei valori, con un progetto politico. Io voglio allargare, non voglio escludere”, ha affermato Zingaretti, dicendosi convinto “che vada costruito un partito più grande, più aperto, plurale, più ricco, con tante idee, con tante differenze, dove tutti abbiano un ruolo“.

Verso il congresso

Nicola Zingaretti, in vista dell’appuntamento congressuale del Pd, ha le idee chiare: “Il tema del congresso dovrà essere questo: ritornare con coraggio a cambiare, e tornare ad offrire una speranza diversa agli italiani che in parte sono stati conquistati alle elezioni da Lega e Cinque Stelle. Ma bisogna combattere“.

Nicola Zingaretti
fonte foto https://www.facebook.com/nicolazingaretti/

L’intervista a La Stampa

Poche ore prima era stata pubblicata un’intervista rilasciata a La Stampa: “Se mi candido non è per rottamare qualcuno ma perché i cittadini si aspettano dal Pd un segnale di discontinuità“. Possibilità di vittoria? “Neppure in Regione ero favorito, poi dal giorno alla notte i pronostici si sono ribaltati. E ho dovuto dire alla mia famiglia che erano saltate le vacanze“.

Ipotesi ticket

Circa l’ipotesi di un tandem con Paolo Gentiloni (uno segretario del partito e l’altro candidato premier), Zingaretti non si sbilancia ma chiarisce: “E’ troppo presto per rispondere a questa domanda. Però c’è da dire che già il 4 marzo Gentiloni era il nostro candidato più popolare, aveva governato il Paese e godeva di un consenso trasversale. Purtroppo, però, ci furono delle resistenze e i risultati si sono visti. Il punto politico è che un partito al 30% può anche immaginare un premier-segretario che serve per il bipolarismo. Quando sei al 17-18% certi discorsi non valgono più“.

ultimo aggiornamento: 10-11-2018

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