Uno studio di ricerca scientifica spiega che nei prossimi cinque anni potrebbero emergere oltre 15mila nuovi virus.

Il riscaldamento climatico del nostro pianeta contribuisce all’aumento della comparsa dei virus. Secondo la ricerca della Georgetown University pubblicata sulla rivista scientifica Nature, la causa di tutte queste malattie virali che stanno emergendo è il cambiamento climatico. L’innalzamento delle temperature contribuiscono all’emergere dei virus. Nei prossimi cinque anni, la temperatura aumenterà di oltre due gradi rispetto alle attuali, quindi siamo di fronte ad un’emergenza che va peggiorando senza possibilità di frenarla e questo provocherà altri 15mila nuovi virus.

La mutazione del Covid19 in questi due anni di pandemia ci ha mostrato quanto può essere pericoloso un virus sconosciuto. Ma non è finita qui perché entro il 2027 ne vedremo altri 15mila nuovi virus. Gli scienziati prevedono che questi 15mila si aggiungeranno ai 10mila già in circolazione. Questa comparsa sarebbe da attribuire alla coabitazione forzata dai cambiamenti climatici tra specie animali provenienti da habitat diversi.

Questo, ovviamente, coinvolge anche l’uomo e aumenta anche per l’essere umano il rischio di contrarre malattie virali. Prima di arrivare all’uomo, il percorso è il solito, ovvero il famoso “salti di specie”. Molti tipi di animali sono note per essere portatrici di virus come i pipistrelli. Questi animali potrebbero spostarsi dal loro habitat naturale a causa del cambiamento climatico e arrivare ad occupare aree in cui si trovi a contatto con altre specie animali con cui non coabitava prima e quindi non immuni ai suoi virus. La propagazione contribuisce alla mutazione di specie in specie fino ad arrivare all’uomo.

Coronavirus Covid
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Gli effetti nocivi del cambiamento climatico

Nei prossimi cinque anni, quindi, si aspetta la comparsa di malattie mai viste, un po’ come è stato il Covid19. Questa emergenza virale ci mostra un’altra conseguenza dannosa del cambiamento climatico dimostrata dagli scienziati. Gli effetti potrebbero essere seriamente nocivi per gli animali e gli allevamenti, danneggiando così anche l’economia mondiale. I ricercatori, nello studio, hanno elaborato la previsione di opportunità future di scambi di virus fra specie. Secondo i risultati, le zone più a rischio sono quelle che vedono un’elevata densità di popolazione come l’Africa tropicale e il Sud-est asiatico.

Per questo motivo, gli scienziati spingono sull’importanza di sorveglianza virologica di queste aree dove potrebbero insorgere nuovi virus e nuove malattie nocive per l’uomo trasmesse dagli animali. Sorvegliare e valuta i cambiamenti è necessario per prevenire il dilagare dei nuovi virus.

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ultimo aggiornamento: 01-05-2022


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