La mattina del 25 settembre 1979, a Palermo, il giudice Cesare Terranova è vittima della mafia. Muore anche il maresciallo Mancuso. Il magistrato aveva condotto importanti indagini contro Cosa Nostra.

Il giudice Cesare Terranova veniva ucciso quarantadue anni fa a Palermo. Era infatti il 25 settembre 1979 quando i killer freddarono il magistrato e il maresciallo di PS Lenin Mancuso.

La lotta alla mafia

Nato a Petralia Sottana nel 1921, Terranova entrò in magistratura nell’immediato dopoguerra. Nel 1958 si trasferì al tribunale di Palermo e incominciò a lavorare all’Ufficio Istruzione. Nel capoluogo siciliano condusse le indagini ed emanò le sentenze istruttorie che portarono al “processo dei 117” (Angelo La Barbera + 116) e al processo contro la cosca di Corleone (Luciano Leggio + 63).

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Cesare Terranova parlamentare

Nel 1972 si candidò alla Camera dei deputati come indipendente di sinistra, nelle file del Pci, risultando eletto. Venne riconfermato nel 1976. Fu segretario della Commissione parlamentare Antimafia nella VI Legislatura.

L’omicidio

Il 25 settembre 1979 verso le ore 8:30 del mattino, una Fiat 131 di scorta arrivò sotto casa del giudice a Palermo per portarlo al lavoro. Cesare Terranova si mise alla guida della vettura. Non appena imboccata una strada secondaria, l’auto venne bersagliata da una pioggia di proiettili esplosi da un fucile Winchester e da alcune pistole. Per il giudice e il maresciallo Mancuso non ci fu scampo, nonostante un tentativo disperato di salvarsi.

ultimo aggiornamento: 25-09-2021


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