Il 28 agosto 1988, durante un’esibizione acrobatica a Ramstein delle Frecce Tricolori, tre Aermacchi si scontrano in volo. Due di questi si schiantano al suolo, uccidendo 67 spettatori.

L’incidente aereo di Ramstein avvenne il 28 agosto 1988 alla base Nato in Germania. La tragedia si consumò durante l’Airshow Flugtag.

L’incidente di Ramstein

Durante l’esibizione delle Frecce Tricolori, quando la pattuglia acrobatica italiana si apprestava a completare la figura detta della “Cardioide”, ci fu la collisione fatale fra i tre Aermacchi MB-339PAN pilotati dal tenente colonnello Ivo Nutarelli (Pony 10 della formazione), dal tenente colonnello Mario Naldini (Pony 1, capo pattuglia) e dal capitano Giorgio Alessio (Pony 2). Mentre gli aerei numero 1 e 2 precipitarono in fiamme sulla pista, il numero 10 si abbatté sulla folla causando 67 vittime e 346 feriti tra gli spettatori.

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Collegamenti con Ustica?

Le inchieste di due giornali quotidiani tedeschi: Tageszeitung e Der Spiegel nell’aprile del 1991 ipotizzarono che l’incidente non fosse dovuto a un errore di manovra, ma ad un sabotaggio eseguito per eliminare due testimoni della strage di Ustica. È emerso in più punti dell’inchiesta che i due ufficiali piloti del gruppo intercettori, Naldini e Nutarelli, in servizio presso l’aeroporto di Grosseto, la sera del 27 giugno 1980 fossero in volo su F104, fino a 10 minuti circa prima della scomparsa del DC9 Itavia.


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