Renzi nell’intervista al QN critica la burocrazia italiana e propone la riforma delle Soprintendenze dopo il caso dell’ex Teatro Comunale.
Il caso del cosiddetto “cubo nero” sorto al posto dell’ex Teatro Comunale di Firenze riaccende la polemica tra Matteo Renzi e le Soprintendenze. Nell’intervista a QN rilanciata dal sito matteorenzi.it, Renzi non risparmia critiche: «È un cazzotto in un occhio. Farlo in bianco e nero è un’aggravante non solo estetica… Ma il punto non è il mio giudizio personale. Il fatto è che evidentemente non avevo torto quando chiedevo di abolire le Soprintendenze. Questi fanno come vogliono e non rispondono a nessuno».
Secondo l’ex premier, la macchina amministrativa blocca lo sviluppo invece di guidarlo: «Il vero problema di questo Paese è una burocrazia kafkiana e mai nessuno che si prenda le sue colpe».

Il caso Franchi e l’attacco al sovrintendente
Renzi attacca duramente l’ex sovrintendente Pessina, già al centro dello scontro per lo stadio Franchi: «Il soprintendente che ha impedito di rifare lo stadio Franchi e tutti quelli che hanno fatto diventare monumento nazionale persino la curva Ferrovia dovrebbero vergognarsi».
Ricorda di aver combattuto da solo: «So che io ho combattuto da solo contro il sovrintendente per lo stadio: volevo il progetto di Commisso e invece la coppia Nardella-Pessina ha imposto quello che io chiamo Rabbercio Stadium».
La politica e il potere decisionale
Riguardo alla vendita dell’ex Maggio per 27 milioni, Renzi chiarisce: «Certo che andava venduto… Firenze decide di fare un nuovo teatro… È ovvio che la struttura del vecchio Maggio deve essere alienata, altrimenti sarebbe divenuto un buco nero».
E aggiunge: «Il via libera finale è della Soprintendenza. Penso che il sindaco fosse impegnato in altre attività e non abbia visto nemmeno il progetto».
Sulla necessità di cambiare le regole, è netto: «Le leggi vanno cambiate. Bisognerebbe ridurre la burocrazia e far dire sì o no al sindaco, senza lacci e lacciuoli».