Promuovendo il No al referendum, Giuseppe Conte ha parlato del concreto rischio circa la fine di un principio insindacabile.
Dopo aver criticato FdI ormai qualche mese fa, Giuseppe Conte è tornato a schierarsi dalla parte opposta del governo. Come riportato da Sky Tg 24, il leader pentastellato insieme ad alcuni colleghi dello stesso schieramento politico si è espresso sul No al referendum giustizia.
Parlando non solo delle varie motivazioni per cui opporsi, ma anche di come una sua eventuale “vittoria” mettere a rischio l’esistenza e la validità di quello che è sempre stato un principio insindacabile.

Le parole del leader del M5S
Il leader del M5S ha dichiarato ciò: “La riforma della giustizia rappresenta il ritorno della casta dei politici, degli intoccabili, di chi vuole avere le mani libere e non vuole rispondere di nessun contropotere. Perciò li dovremo contrastare e fare capire che i cittadini diventeranno tutti di serie B rispetto ai privilegiati della politica, ai colletti bianchi e agli imprenditori amici. Per noi vale ancora il principio che la legge è uguale per tutti“.
Aggiungendo poi: “Rappresento una forza politica che fin dall’inizio si è battuta contro un disegno di legge pericoloso. L’abbiamo fatto convintamente perché riteniamo che si inquadri in un processo più ampio e che ha un obiettivo preciso di una politica di destra”, ossia quella di “restituire il primato alla politica, scardinare il nostro sistema costituzionale e il principio dell’equilibrio dei poteri in base al quale la politica sia contrastata giustamente da un sistema di pesi e contrappesi. Ma se hai l’investitura popolare non puoi fare quello che ti aggrada ma devi rispettare i principi dello stato di diritto“.
Conte contro la Meloni
Conte si è poi schierato apertamente contro la Meloni: “La presidente Meloni ha detto cosa da fare accapponare la pelle: governo e giudici devono lavorare nella stessa direzione, cioè una segnalazione da parte delle forze di polizia deve essere raccolta e non discussa dai giudici? Allora non c’è un contropotere, così si vuole il potere sottomesso al potere“.