La risposta dell’Ue a Donald Trump a proposito dei dazi in tema Groenlandia. L’Europa studia le contro tariffe da 93 miliardi.
La minaccia di Donald Trump in merito a nuovi dazi per tutti i Paesi in disaccordo con gli USA sul tema Groenlandia sta vedendo l’Ue pronta a riflettere su alcune contromisure. In particolare su quelli che sono stati rinominati i “contro-dazi“. I Paesi europei stanno, infatti, ipotizzando un pacchetto di misure da 93 miliardi per rispondere al tycoon.

Groenlandia: l’Ue pensa a contro-dazi per rispondere a Trump
I governi europei starebbero valutando di rispondere ai nuovi dazi minacciati da Donald Trump per strappare l’acquisto della Groenlandia. La modalità sarebbe quella di alcune tariffe, dei veri e propri “contro-dazi” del valore di 93 miliardi di euro. A farlo sapere è stato il Financial Times dopo che a Bruxelles si sono riuniti in una sessione d’urgenza gli ambasciatori dei 27 Stati membri.
Oltre a questo ipotesi, Ursula von der Leyen e i vari Paesi europei starebbero ipotizzando anche di utilizzare lo Strumento anti-coercizione, che consente di limitare l’accesso delle aziende di un certo Paese al mercato europeo. In questo caso il Paese sarebbe, appunto, quello Americano.
La nota congiunta dei Paesi presi di mira da Trump
Intanto, a seguito dell’incontro a Bruxelles, con una nota congiunta diffusa nelle scorse ore, i governi di Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito, hanno fatto sapere che “le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale discendente. Continueremo a rispondere in modo unito e coordinato. Siamo impegnati a difendere la nostra sovranità“.
La posizione dell’Italia: parla Tajani
In questo scenario, l’Italia potrebbe fungere da mediatore tra USA ed Europa. A farlo sapere è stato il ministro degli Esteri Tajani: “Noi cerchiamo sempre di usare il buonsenso, perché parliamo con tutti e diciamo sempre la verità. Abbiamo lavorato bene in occasione dell’accordo sui dazi, credo che potremo lavorare bene anche in questa fase. L’importante è farsi comprendere”.
E ancora: “Il presidente del Consiglio ha un dialogo con gli Stati Uniti ma anche con gli europei e credo che l’Italia, proprio per sua natura, per la sua capacità di mediazione e di saper dialogare con tutti […]”, ha aggiunto.