In un post pubblicato sui social, Giuseppe Conte ha rivolto una dura critica nei confronti di Giorgia Meloni.
Dopo aver stupito tutti con una lettera, Giuseppe Conte ha utilizzato i propri canali social per sferrare un duro attacco nei confronti della Meloni. Il leader pentastellato, parlando della questione riguardante la Groenlandia, ha infatti rivolto un attacco alla Premier.
Tramite il post pubblicato, il leader del Movimento 5 Stelle ha voluto criticare la linea presa dal governo, secondo lui lontana dal sovranismo in realtà professato per tutto questo tempo.

Conte: le parole del leader del M5S sulla Meloni
Il leader del M5S ha esordito così: “Dopo aver accettato di tutto, dai dazi che mettono in ginocchio le nostre imprese agli impegni su armi, gas costosissimo e sconti di tasse ai giganti del web, nemmeno di fronte a una minaccia palese sul futuro della Groenlandia Meloni riesce a dire le cose per come stanno davvero. Fa l’equilibrista, si arrampica sugli specchi“.
Dopo aver accettato di tutto, dai dazi che mettono in ginocchio le nostre imprese agli impegni su armi, gas costosissimo e sconti di tasse ai giganti del web, nemmeno di fronte a una minaccia palese sul futuro della Groenlandia Meloni riesce a dire le cose per come stanno…
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) January 18, 2026
Aggiungendo poi: “Con Trump che vuole la Groenlandia è solo una “incomprensione”. Con i suoi alleati della Lega che esultano per i nuovi dazi di Trump è tutto a posto. Ma che fine ha fatto il sovranismo su cui Meloni ha costruito la sua fortuna politica? Cosa rimane oggi di tutti quei proclami, di tutte quelle chiacchiere? Dal Presidente del Consiglio italiano io mi aspetto parole chiare e forti per difendere la sovranità della Danimarca e con essa di tutta l’Europa“.
Il messaggio al Governo: la conclusione del post
Conte ha poi concluso il suo post come segue: “Mi aspetto che il governo italiano si unisca con tutti gli altri Paesi europei in una risposta forte e unitaria, che minacci con fermezza i contro-dazi. Tutti vogliamo che si abbassino i toni e ci sia dialogo, ma se li abbassa solo l’Italia e ci mettiamo a fare i “pontieri” quando gli Usa ci tolgono pezzi di territorio, allora siamo al servilismo più ignominioso“.