In seguito ad una vicenda giudiziaria conclusa proprio di recente, Renzi sarà costretto ad un maxi risarcimento.
Dopo aver fatto parlare di sé con la provocazione a tema Iran, Renzi è tornato sotto la luce dei riflettori proprio nelle ultime ore. Tutto ha avuto inizio al fronte di una “diffamazione progressiva” lamentata dal leader di Italia Viva, messa in atto a suo dire da Il Fatto Quotidiano.
Il Tribunale di Firenze, nel 2023, aveva condannato in primo grado la società editoriale così come il suo direttore, ad un risarcimento di 80 mila euro. Spese legali incluse. Il ricorso alla Corte d’appello è stato tuttavia accolto dai giudici.

Renzi: la causa persa dal leader di Italia Viva
Queste, in origine, le lamentele del leader di Italia Viva riportate da Today: “Ben 700 editoriali e circa 600 rubriche denominate ‘Ma mi faccia il piacere’ in cui egli era sistematicamente appellato con epiteti offensivi e denigratori quali bullo, cazzaro, ducetto, mollusco, disperato, caso umano, mitomane, stalker, cozza“.
Al netto di quanto appena riportato, i giudici non hanno tuttavia riscontrato alcun illecito: “L’utilizzo della metafora – si legge ad esempio a proposito degli epiteti ‘il mollusco di Rignano’ o ‘Matteo la cozza’ – è in chiave volutamente satirica e così il linguaggio adoperato, che tuttavia non realizza un’aggressione gratuita e distruttiva della reputazione del personaggio pubblico, ma è funzionale alla manifestazione di un dissenso politico“.
Per quanto concerne invece la presunta campagna diffamatoria: “Si tratta di indagini tutte di interesse pubblico dove mai si afferma o si ingenera nel lettore la convinzione di un coinvolgimento del senatore nei fatti penali ma, solo, si sottolinea la relazione intercorrente tra il medesimo e quei fatti o soggetti indagati“.
Il Fatto Quotidiano si è dunque mosso entro i termini sanciti dall’art. 21 della Costituzione e dall’articolo 10 della Cedu.
Il risarcimento di Renzi
In seguito all’esito negativo di questa causa civile, Renzi dovrà pagare a Il Fatto Quotidiano 98.021,65 euro, più 5.564,41 euro di interessi legali, per un totale di 103.586,06. Aggiungendo il pagamento delle spese legali, le quali ammontano a 122.088,36 euro, si arriva ad un totale di 225.674,42 euro. Una bella batosta per il politico toscano.