Al centro dell’attenzione per le sue condizioni di salute, Vittorio Sgarbi è tornato a far parlare per il famoso caso del quadro di Manetti.
Mentre le sue condizioni di salute restano ancora un rebus, Vittorio Sgarbi è tornato al centro dell’attenzione per il caso del quadro di Manetti. Il critico d’arte era stato accusato di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta sul dipinto attribuito a Rutilio Manetti, dal titolo ‘La cattura di San Pietro’, ma ora è stato assolto dal gup con la formula della vecchia insufficienza di prove.

Vittorio Sgarbi assolto per il caso del Quadro di Manetti
Vittorio Sgarbi è stato assolto a Reggio Emilia, con rito abbreviato, dall’accusa di riciclaggio in relazione al caso del quadro di Rutilio Manetti, ‘La cattura di San Pietro’. L’assoluzione è stata pronunciata dal gup con la formula della vecchia insufficienza di prove. L’accusa aveva chiesto per Sgarbi una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.
La vicenda faceva riferito all’opera che, secondo l’accusa, era stata rubata nel castello di Buriasco nel febbraio 2013. Questa era riapparsa nel 2021 in riproduzione 3D realizzata, secondo i carabinieri della Tutela del patrimonio culturale di Roma che hanno svolto le indagini, da un laboratorio grafico di Correggio, sempre nel Reggiano, come inedito di Manetti e di proprietà di Sgarbi. L’opera era stata resa pubblica a Lucca nella mostra “I pittori della luce”, curata appunto dal volto tv.
La reazione dopo l’assoluzione del critico d’arte
A commentare l’assoluzione di Sgarbi sono stati i suoi legali: “Dopo un giudizio regolare, innanzi agli organi giudiziari, il prof. Vittorio Sgarbi è stato assolto”, hanno fatto sapere. E ancora: “Perché il fatto non costituisce reato, anche dall’imputazione residua, dopo l’archiviazione per due reati originariamente contestati, già conseguita all’esito delle indagini preliminari. Ciò dimostra, ancora una volta, come la macchina del fango attivata con gli strumenti mediatici provochi ingiusti, e difficilmente riparabili, danni morali e materiali. Per un cittadino innocente“.