Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto nelle comunicazioni alla Camera sul Board of Peace su Gaza.
Dopo l’annuncio della Premier Meloni sulla partecipazione dell’Italia al Board of Peace per Gaza come osservatore, alla Camera è intervenuto Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri ha spiegato la scelta del Paese di accettare l’invito di Trump “al tavolo” sottolineando come la presenza da “osservatore” non vada contro la Costituzione.

Tajani e il Board of Peace per Gaza: la posizione dell’Italia
Nel suo intervento alla Camera, di cui vi riportiamo solo degli estratti, Antonio Tajani ha spiegato in merito all’invito ricevuto dall’Italia dagli Usa sul Board of Peace per Gaza: “Il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione americana a presenziare in qualità di Paese osservatore alla prima riunione del Board of Peace in programma giovedì a Washington. Questa è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali“.
E ancora: “L’assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute di pace, sicurezza e stabilità nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contraria alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”.
Il piano di pace di Trump per Gaza
Tra i vari passaggi del discorso di Tajani alla Camera, anche la situazione della Striscia con l’evidente assenza di alternative al piano di pace proposto per Gaza da parte degli Stati Uniti. Secondo il vicepremier il Piano di pace Usa per Gaza “indica un percorso a tappe ben scandite per la stabilizzazione della Striscia, la ripresa economica e la ricostruzione” e i principi sui cui si basa sono “universalmente condivisi” ovvero ” la de-radicalizzazione di Gaza e la liberazione della Striscia dall’incubo del terrorismo oscurantista di Hamas; la piena ripresa degli aiuti nella Striscia in cooperazione con le Nazioni Unite; l’avvio di un profondo processo di riforma dell’Autorità Palestinese di Ramallah, cruciale per il rilancio della prospettiva di uno Stato palestinese”.
Tajani ha anche aggiunto come il Governo italiano abbia sostenuto fin dall’inizio il Piano di pace: “[…] Se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo Piano, dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà”,