Giorgia Meloni, libertà stampa: classifica Reportes San Frontieres
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Giorgia Meloni: il curioso dato sull’indice della libertà di stampa dell’Italia

Premier italiano Giorgia Meloni

Democrazia e sicurezza: sono questi i temi che hanno influito su una classifica sulla libertà di stampa che vede l’Italia e Giorgia Meloni perdere terreno.

Non solo la profezia del Telegraph che riguarda il futuro del Governo di Giorgia Meloni. La Premier e il suo operato, in un certo senso, sono finiti sotto i riflettori a seguito di una particolare classifica sulla libertà di stampa stilata da Reporters Sans Frontières e citata in queste ore da Dagospia, prendendo spunto da un articolo de La Stampa. A quanto pare, il dato venuto a galla non sarebbe affatto positivo per l’Italia.

Giorgia Meloni durante un discorso
Giorgia Meloni – newsmondo.it

Il dato sulla libertà di stampa: la classifica

Come spiegato in un articolo de La Stampa ripreso in queste ore da Dagospia nel 2025 la classifica stilata da Reporters Sans Frontières in merito alla libertà di stampa vede “l’Italia scendere al 49° posto su 180. Certo, siamo davanti agli Stati Uniti (57° posto), ma restiamo il fanalino di coda dell’Europa occidentale, tre posizioni più in basso rispetto al 2024. Sul podio, nella classifica presentata lo scorso maggio, ci sono Norvegia, Estonia e Paesi Bassi”.

Questa discesa è stata commentata con sarcasmo da Dagospia che riprendendo la news ha scritto: “Giorgia Meloni è riuscita in una cosa: imbrigliare i giornalisti“.

Giorgia Meloni e i fattori che hanno inciso sulla classifica

Nell’articolo de La Stampa è stato spiegato anche cosa abbia portato Reporters Sans Frontières a stilare tale graduatori. In particolare sono stati segnalati ben tre fattori che hanno inciso negativamente sull’indice legato alla libertà di stampa. Si parla di “pressioni politiche, le ingerenze economiche e le minacce dirette ai giornalisti“.

“Prima ancora della violenza, l’arma della querela è quella più utilizzata per scoraggiare un’inchiesta scomoda. Esposti e denunce che diventano bavaglio. E non sembrano casi isolati, visto che nel nostro Paese si conta una media di diecimila querele ogni anno. I dati sono raccolti dall’associazione ‘Ossigeno per l’informazione'”, si legge.

Anche in tema minacce, secondo l’Osservatorio, per altro premiato in due occasioni da Sergio Mattarella, è di grande importanza per questa classifica. “Sono state 361 soltanto nei primi sei mesi dello scorso anno: il 78% in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Crescono del 10% le aggressioni così come la tendenza delle vittime a non denunciare gli abusi, sia fisici sia verbali: rappresentano l’81% rispetto al 50% dell’anno precedente. Oggi, in tutta Italia, sono 26 i giornalisti sotto scorta”. Insomma, non una bella notizia per l’Italia e per Giorgia Meloni. Come ricordato da Dagospia, si tratta “del risultato peggiore dell’Europa Occidentale”. Un dato per certi versi scandaloso.

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ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2026 13:00

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