Quantcast
Longevità e attività sportive: uno studio rivela cosa conta davvero
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Longevità e attività sportive: uno studio rivela cosa conta davvero

Donna durante una corsa

Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, praticare attività sportive diverse riduce il rischio di mortalità.

Per fare attività sportive, c’è chi corre all’alba con le cuffie nelle orecchie e chi preferisce una lezione serale di spinning. C’è chi cammina ovunque, sale le scale invece di prendere l’ascensore e pedala per andare al lavoro. Modelli diversi di movimento, ritmi differenti, ma un unico obiettivo: stare bene. Oggi però la scienza aggiunge un tassello importante a questa fotografia della vita attiva. Non basta muoversi tanto, conta anche come e in quanti modi diversi lo si fa.

A metterlo nero su bianco è uno studio pubblicato sul British Medical Journal, che ha analizzato il legame tra attività fisica e mortalità su un arco temporale di oltre trent’anni. Il messaggio è chiaro: la varietà nell’esercizio fisico può fare la differenza in termini di longevità.

gambe di atleta che corre
gambe di atleta che corre

Non solo quantità, ma varietà di movimento

Per anni il mantra è stato semplice: l’importante è muoversi. E i dati continuano a confermarlo. Camminare con regolarità è associato a una riduzione significativa del rischio di morte, così come correre, andare in bicicletta, praticare sport di racchetta o allenarsi con i pesi. Anche l’attività a corpo libero mostra effetti positivi sulla salute cardiovascolare e metabolica.

La ricerca, firmata da studiosi di Università di Harvard, Università di Yonsei e Università di Chongqing, si è basata sui dati di due grandi studi americani che hanno seguito più di 110 mila persone inizialmente sane. Nel corso degli anni sono stati registrati quasi 39 mila decessi, legati soprattutto a malattie cardiovascolari, tumori e patologie respiratorie.

Fin qui nulla di sorprendente: chi si muove di più vive mediamente più a lungo. I benefici crescono con l’aumentare dell’attività fino a un certo punto, poi tendono a stabilizzarsi. Il corpo, comunque, risponde sempre positivamente allo stimolo del movimento.

Il fattore decisivo per vivere più a lungo

La vera novità è emersa quando i ricercatori hanno introdotto una variabile finora poco considerata: la varietà. Non solo quanti minuti a settimana si dedicano allo sport, ma quante attività differenti si praticano nel tempo.

Chi alterna corsa e pesi, chi abbina bicicletta e nuoto, chi integra camminate, esercizi di forza e sport di squadra sembra ottenere un vantaggio ulteriore rispetto a chi pratica sempre e solo la stessa disciplina. La diversificazione dello sforzo coinvolge gruppi muscolari differenti, stimola in modo più completo il sistema cardiovascolare e riduce il rischio di sovraccarichi ripetitivi.

In altre parole, la longevità non dipende soltanto dalla costanza, ma anche dalla capacità di variare. Un mix equilibrato di attività aerobiche, esercizi di forza e movimenti funzionali può rappresentare una strategia più efficace per proteggere la salute nel lungo periodo. Il segreto, dunque, non è diventare specialisti di un’unica disciplina, ma trasformare il movimento in un’abitudine ampia, dinamica e diversificata.

Leggi anche
Alex Zanardi, il “malore improvviso”: come è morto davvero il campione

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2026 14:40

Alex Zanardi, il “malore improvviso”: come è morto davvero il campione

nl pixel