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Calenda contestato all'Università: striscione e gesto della P38
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Caos Calenda: striscione e gesto contro il leader di Azione, cosa è successo

Carlo Calenda

Momenti di forte tensione con Carlo Calenda coinvolto. Uno striscione e un brutto gesto verso il leader di Azione. I fatti.

Torna a far parlare di sé Carlo Calenda. Dopo la previsione fatta in precedenza che si è rivelata essere azzeccata, il leader di Azione è stato vittima di una situazione molto tesa presso l’Università di Venezia. Il politico ha subito una contestazione che sta avendo ancora adesso degli strascichi non indifferenti. Ecco cosa è accaduto.

Un primo piano di Carlo Calenda
Carlo Calenda in un primo piano – newsmondo.it

Calenda contestato: striscione e gesto della P38

Alta tensione per Carlo Calenda nel recente incontro presso l’Università di Cà Foscari a Venezia. Il leader di Azione è stato contestato con tanto di striscione e un gesto molto forte, entrambi atti a disturbare un incontro importante del politico con gli studenti. Secondo le ricostruzioni sull’accaduto, verso Calenda è stato esposto uno striscione con la scritta “Fuori Calenda dall’Università”.

Ma non solo. In alcuni filmato circolati in rete, verso il leader di Azione sarebbe andato in scena anche un brutto gesto. In video si vede, infatti, un contestatore fare il gesto della P38 che va ad aggiungersi ad una serie di offese social senza precedenti. “Guerra alla guerra. Futura è guerra. Guerra a Futura”, ha detto un altro personaggio che contestava Calenda. Tale contestazione è stata rivendicata dal “Collettivo Sumud”, che già si era reso protagonista in ottobre dell’interruzione di un incontro con l’ex parlamentare Pd Emanuele Fiano.

Le reazioni all’accaduto

Se da una parte Calenda non ha fatto alcun passo indietro rispetto ai suoi incontri con le Università, dall’altra in una nota, gli organizzatori di Futura hanno fatto sapere: “Dopo l’incontro con il senatore Calenda a Cà Foscari sui social sono comparsi insulti e minacce nei confronti dell’associazione e dei suoi soci. Questi comportamenti superano il legittimo dissenso e alimentano un clima di intimidazione inaccettabile in università. Futura ribadisce il suo impegno a garantire pluralismo e libertà di espressione e chiede alle istituzioni e ai movimenti politici di condannare pubblicamente tali intimidazioni”.

Successivamente lo stesso leader di Azione ha minimizzato l’accaduto: “Non ne farei una questione. Erano due ragazzi (di numero) che hanno sbagliato il cartellone, non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a esprimersi in lingua italiana al microfono si sono dileguati”.

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ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2026 12:59

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