Le ultime sulla guerra in Iran: dalla decisione di Trump di aprire al petrolio russo al soldato francese morto in un raid.
Trump è disposto a tutto per fermare “l’impero del male” e non ha intenzione di fare passi indietro nella guerra in Iran. Lo ha detto apertamente e lo ha ribadito con forza anche nelle scorse ore. Intanto proseguono i raid iraniani che hanno colpito anche la Francia, con un soldato francese deceduto dopo un attacco a Erbil, cosa che ha scatenato la reazione anche di Macron.

Guerra in iran: Trump apre al petrolio russo
Mentre continuano gli attacchi tra Israele, Usa e Iran, la situazione si fa incandescente anche a livello economico con le questioni legate allo Stretto di Hormuz al centro dell’attenzione. Anche per questo gli Stati Uniti hanno aperto ufficialmente al petrolio russo al fine di “ampliare la portata globale delle forniture esistenti di petrolio”. A renderlo noto è stato il segretario al Tesoro, Scott Bessent che ha spiegato come “il dipartimento del Tesoro ha concesso un’autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare”.
Bessent ha precisato che si tratta di “una misura, circoscritta e di breve durata che si applica solo al petrolio già in transito e non apporterà significativi benefici finanziari al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione”.
Soldato francese morto in un raid: l’ira di Macron
Il conflitto scoppiato in Medio Oriente sta coinvolgendo, come detto, anche le forze europee. In questo senso, un militare francese è morto durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq. A renderlo noto è stato il presidente Emmanuel Macron su X, specificando che la vittima è il maresciallo Arnaud Frion del 7/o battaglione cacciatore alpini di Varces. “Diversi nostri militari sono rimasti feriti. La Francia è al fianco loro e dei propri parenti. Questo attacco contro le nostre forze impegnate nella lotta contro l’Isis dal 2015 è inaccettabile. La loro presenza in Iraq si inserisce nel quadro della lotta al terrorismo. La guerra in Iran non può giustificare tali attacchi”.