Il bonus domotica resta attivo dentro l’Ecobonus: cambiano le aliquote in base all’immobile, resta l’obbligo ENEA e il tetto di 15.000 euro.
La domotica continua a rientrare anche nel 2026 tra gli interventi incentivati, ma è bene chiarire subito un punto: non esiste un bonus autonomo chiamato “domus domotica”. L’agevolazione resta quella della building automation inserita nell’Ecobonus, cioè la detrazione per i sistemi che permettono il controllo automatico degli impianti di riscaldamento, acqua calda sanitaria o climatizzazione estiva, anche da remoto. La legge di bilancio 2026 ha prorogato al 2026 le aliquote più favorevoli già previste per il 2025, mentre ENEA continua a indicare la building automation come intervento agevolabile nell’ambito dell’efficienza energetica.

Quanto spetta nel 2026 e a chi si applicano i nuovi limiti
Per il 2026, la detrazione segue lo schema generale dei bonus edilizi aggiornati: 50% per le spese sostenute sull’abitazione principale e 36% negli altri casi, con ripartizione in 10 quote annuali. C’è però un dettaglio fondamentale da non sbagliare: per la building automation i 15.000 euro indicati da ENEA non rappresentano il tetto di spesa, ma il limite massimo di detrazione ammissibile per unità immobiliare. È quindi più corretto dire che il beneficio ha un tetto di detrazione dedicato, diverso da quello di altri interventi. Inoltre, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro operano i nuovi limiti generali alle detrazioni, con importo base di 14.000 euro fino a 100.000 euro di reddito e di 8.000 euro oltre questa soglia, da modulare con i coefficienti legati ai figli a carico.
Requisiti tecnici, documenti e cosa bisogna fare per non perdere il bonus
L’accesso all’agevolazione non riguarda qualunque dispositivo smart acquistato online. ENEA precisa che l’intervento deve riguardare edifici esistenti, residenziali e dotati di impianto di climatizzazione invernale, e che i sistemi installati devono consentire il controllo da remoto, la programmazione degli impianti e la visualizzazione dei consumi. Per gli interventi avviati dal 6 ottobre 2020, la tecnologia deve inoltre appartenere almeno alla classe B della norma EN 15232. Tra le spese ammesse rientrano apparecchiature, opere elettriche e murarie necessarie, installazione e prestazioni professionali, mentre restano esclusi smartphone, tablet e pc usati solo come interfaccia di controllo.
Sul piano pratico, serve il pagamento con bonifico parlante nei casi ordinari previsti dall’Ecobonus, la trasmissione della scheda descrittiva all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori e la conservazione di fatture, ricevute e documentazione tecnica. Per la building automation, ENEA richiede anche asseverazione o, nei casi ammessi, dichiarazione dell’installatore. Quanto a sconto in fattura e cessione del credito, l’Agenzia delle Entrate nelle istruzioni 2026 ribadisce che queste strade sono state sostanzialmente abolite per i bonus edilizi, salvo le specifiche deroghe residue: per i nuovi interventi ordinari, quindi, il recupero passa di fatto dalla dichiarazione dei redditi.