Alcuni elementi sul delitto di Garlasco sembrano poter riscrivere la storia della morte di Chiara Poggi. Cambia il futuro di Alberto Stasi?
Le minacce di morte arrivate a Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, sono solo alcune delle ultime novità legate in qualche modo aldelitto di Garlasco. Sull’omicidio Chiara Poggi, infatti, sembrano essere in arrivo questioni di ben più grande rilevanza. A FarWest si è parlato proprio di questo con un dettaglio legato alla cornetta del telefono di casa Poggi che potrebbe riscrivere tutto, compresa la posizione, e per certi versi anche il futuro, di Alberto Stasi.

Delitto di Garlasco: la cornetta di casa Poggi. Parla De Rensis
Nel corso della recente puntata del programma Rai ‘FarWest‘ con Salvo Sottile è stato affrontato il caso deldelitto di Garlasco con vari interventi importanti tra cui quello di Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi. Tra gli elementi attenzionati, uno che potrebbe riscrivere la storia di tutto il caso: quello legato alla cornetta del telefono della villetta Poggi.
“C’è un altro elemento che la BPA credo ci risolverà, la macchia di sangue sotto la cornetta del telefono“, ha detto il legale. “Se dovessero accertare che la cornetta non fosse attaccata, la dinamica che ci (ad Alberto Stasi ndr) ha portato in carcere credo vada ridisegnata. O è stato un estremo tentativo di chiedere aiuto o, forse, qualcuno l’ha staccata per evitare che qualcuno chiamasse e non ci fossero risposte. Ma aspettiamo i RIS”.
La spiegazione dell’ex generale Garofano
Sul tema cornetta ha detto la sua, in replica a De Rensis, l’ex generale Garofano che si era occupato dei rilievi all’epoca del delitto con i RIS di Parma: “Per noi rimane quello che abbiamo costruito. Se osserviamo tutte le macchie nella parte inferiore del muro e il mobiletto del telefono, c’è uno sciame di macchie che hanno le stesse dimensioni e la stessa direzione, dal basso verso l’alto”.
E proprio sulla cornetta: “Se vediamo quanto è arcuata la cornetta ci accorgiamo della presenza di uno spazio idoneo per far passare una di queste macchie che provengono dai colpi ricevuti da Chiara. Ci accorgiamo quindi con certezza scientifica che quelle tracce sotto la corretta sono compatibili con lo stesso sciame”, ha aggiunto senza convincere per nulla De Rensis che, dopo aver scosso la testa in modo evidente ha commnetato ulteriormente. “Se la cornetta fosse stata attaccata la macchia si sarebbe frastagliata, ci sarebbe stato un minimo impatto. Questo a mio modesto avviso, che sono un avvocato […]”.