La Disability Card resta attiva anche nel 2026: il decreto fiscale ha stanziato 1,6 milioni di euro per garantire la continuità del servizio.
La Disability Card resta operativa anche nel 2026 e, almeno per ora, continua a seguire le regole già in vigore in Italia. Il decreto fiscale pubblicato il 27 marzo 2026 ha infatti autorizzato una spesa di 1,6 milioni di euro proprio per assicurare la continuità del servizio di emissione della Carta europea della disabilità per quest’anno, nelle more del recepimento della direttiva UE 2024/2841, che ha istituito a livello europeo la nuova European Disability Card e il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità.
Non si tratta quindi, almeno per il momento, di una carta totalmente “nuova” già ridisegnata secondo il modello europeo definitivo, ma della prosecuzione dello strumento già attivo in Italia dal 2022. La card serve a identificare la persona con disabilità e a facilitare l’accesso a servizi gratuiti o a costo ridotto in settori come trasporti, cultura e tempo libero, in base alle convenzioni attive.

Chi può richiederla e come si presenta la domanda
Sul portale INPS la Disability Card è indicata come rivolta ai soggetti in condizione di disabilità media, grave e di non autosufficienza, appartenenti alle categorie individuate dalla normativa richiamata dall’Istituto. In concreto, possono fare domanda gli invalidi civili maggiorenni con invalidità pari o superiore al 67%, gli invalidi civili minorenni, i titolari di indennità di accompagnamento, chi ha la certificazione ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104, i ciechi civili, i sordi civili, gli invalidi e inabili ex legge 222/1984 e gli invalidi sul lavoro con invalidità certificata superiore al 35% o con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa.
La richiesta si presenta all’INPS tramite il servizio online dedicato. In alternativa, è possibile rivolgersi ad alcune associazioni abilitate, indicate dallo stesso Istituto, come ANMIC, UICI, ENS e ANFFAS. Al momento della domanda bisogna allegare una foto formato tessera; inoltre, se la disabilità risulta da verbali cartacei precedenti al 2010 oppure da verbali rilasciati da Valle d’Aosta, Trento o Bolzano, quei documenti vanno caricati nella procedura. Se invece lo status deriva da una sentenza o da un decreto di omologa, occorre indicare nella domanda il tribunale e la data del provvedimento.
Quali vantaggi dà davvero la card e cosa conviene sapere
La carta consente l’accesso a benefici in materia di trasporti, cultura, tempo libero e altri servizi utili alla promozione dei diritti sul territorio nazionale e in altri Paesi dell’Unione europea. Sulla tessera compaiono fotografia, dati anagrafici, numero e data di scadenza del documento e un QR Code che permette di verificare in modo aggiornato le informazioni necessarie sullo stato di invalidità. L’INPS precisa anche che l’esibizione della card esonera il cittadino dal dover mostrare ogni volta altre certificazioni sulla propria condizione di disabilità.
C’è però un punto importante da chiarire: la Disability Card non garantisce automaticamente gli stessi sconti ovunque. Le agevolazioni vengono attivate tramite protocolli d’intesa o convenzioni tra l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio e i soggetti pubblici o privati che erogano i servizi. In altre parole, i vantaggi dipendono dalle convenzioni effettivamente attive. La card resta valida fino alla permanenza della condizione di disabilità e comunque per non più di dieci anni dal rilascio.