La Schlein, durante una recente intervista, ha rivolto un appello diretto proprio nei confronti della Premier.
Dopo aver criticato la Meloni ormai qualche settimana fa, la Schlein ha rincarato la dose all’interno di un’intervista rilasciata di recente. La leader dem, in occasione di un’intervista concessa a La Stampa, ha infatti affrontato varie questioni.
Oltre allo Stretto di Hormuz e tutti gli aggiornamenti espressi negli ultimi giorni, la segretaria del PD ha rivolto anche un appello proprio nei confronti della Premier. Suggerendole quale dovrà essere il suo prossimo passo.

L’appello della Schlein alla Meloni
La leader dem ha rivolto un appello alla Premier, in merito alla sospensione dell’accordo tra Unione Europea e Israele: “Ora dica chiaramente che Trump e Netanyahu devono fermare questa guerra, che danneggia anche il nostro Paese. A Bruxelles il Governo si schieri a favore della proposta di sospendere l’accordo di associazione tra Ue e Israele. E Meloni faccia finalmente una battaglia per un piano di investimenti comuni europei, proprio quello che Trump non vuole“.
La Meloni è stata nuovamente citata qualche parola più in là, seppur indirettamente. Infatti, la leader dem si è espressa sui centri in Albania: “Spero siano andati lì a smontare tutto e a riportare indietro i soldi degli italiani buttati in un’operazione fallimentare, illegale e inumana. Quelli di Fdi parlano di 536 migranti transitati in Albania in quasi due anni: ricordo che la previsione era di 3 mila al mese, 36 mila all’anno. Parliamo di 300mila euro a migrante, altro che i 32 euro di accoglienza su cui facevano propaganda. Hanno sprecato un miliardo per violare diritti“.
La leader dem sullo Stretto di Hormuz
Come già anticipato in precedenza, la Schlein si è espressa anche sullo Stretto di Hormuz: “Ad oggi manca la precondizione essenziale, cioè un vero accordo di pace, non basta la tregua. Poi mancano una cornice chiara e una solida base giuridica e sta al Governo chiarirle. Comunque, servirebbe una cornice multilaterale, che al momento non sembra esserci, perché anche alla riunione di Parigi c’erano posizioni diverse su quale debba essere“.