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Duilio Saggia Civitelli, il mistero del detective ucciso al binario 10
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Duilio Saggia Civitelli: il mistero del detective ucciso al binario 10 di Ostiense

Operatori forensi presenti sulla scena del crimine

Duilio Saggia Civitelli fu ucciso il 12 febbraio 1995 alla stazione Ostiense di Roma con un colpo di pistola alla nuca.

Quello di Duilio Saggia Civitelli è un delitto senza fine, uno di quei casi sospesi che sembrano resistere al passare del tempo e alla verità. La sera del 12 febbraio 1995, alla stazione Ostiense di Roma, l’uomo venne trovato a terra vicino al binario 10 mentre stava aspettando un treno diretto verso la zona di Pomezia-Torvajanica.

All’inizio sembrò un malore finito in una caduta, ma l’autopsia ribaltò tutto: Duilio era stato ucciso con un colpo di pistola sparato alle spalle, in un’esecuzione rapida e silenziosa che da allora non ha mai trovato un responsabile.

La sera dell’omicidio di Duilio Saggia Civitelli e il dettaglio che cambiò subito il caso

Duilio Saggia Civitelli, nato nel 1942, lavorava part-time nell’agenzia investigativa di famiglia insieme ai figli, dopo avere fatto in passato anche il rappresentante di elettrodomestici. Quel pomeriggio si era presentato in stazione con largo anticipo: alle 16:56 aveva obliterato il biglietto, trovato poi in tasca, e pochi minuti dopo il suo corpo era già a terra.

scena del crimine con pistola

Il primo esame sul posto fece pensare a una caduta dovuta a un infarto, anche perché sullo zigomo c’era una ferita che sembrava compatibile con l’impatto. Solo l’esame autoptico più approfondito chiarì che la lesione dietro la nuca era in realtà il foro d’ingresso di un proiettile.

Il colpo, secondo gli accertamenti successivi, sarebbe stato sparato da distanza ravvicinata, probabilmente con un revolver Astra calibro .38 opportunamente silenziato. È proprio questo uno degli elementi che ha reso il caso così inquietante: in una stazione quasi deserta, con i rumori ferroviari a coprire tutto, l’assassino avrebbe colpito con precisione e sangue freddo, riuscendo poi a sparire senza lasciare testimoni diretti. Il delitto fu letto fin da subito come un’azione preparata, non come un gesto improvviso.

Le piste seguite e il caso rimasto senza verità

Nel tempo, attorno all’omicidio, si sono affacciate più ipotesi. Tra quelle battute dagli investigatori ci furono la pista dell’usura, quella di un possibile scambio di persona e quella di un assassino che conosceva molto bene le abitudini della vittima e la zona attorno a Ostiense.

Secondo le ricostruzioni successive, Duilio viveva infatti vicino a un accesso secondario alla stazione, dettaglio che avrebbe potuto favorire chi avesse studiato bene i suoi spostamenti. La freddezza dell’esecuzione e il modo in cui lo sparo sarebbe stato attutito hanno spinto più volte a immaginare un killer esperto o comunque qualcuno abituato alle armi.

Negli anni più recenti è tornata d’attualità anche la testimonianza di un tassista, utile per ricostruire un possibile identikit dell’uomo visto allontanarsi subito dopo il delitto.

Ma neppure questo ha portato a una svolta definitiva. Ed è proprio qui che il caso di Duilio Saggia Civitelli continua ancora oggi a colpire: un uomo ucciso in pieno pomeriggio su un binario, con modalità da esecuzione, e una verità che dopo trent’anni resta ancora fuori portata.

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ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2026 10:54

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