In merito al caso di madre e figlia avvelenate con ricina, è spuntata di recente un’ipotesi sul test dell’uomo coinvolto.
Dopo aver scoperto a cosa corrisponde la sostanza utilizzata per l’avvelenamento, è stato reso noto un nuovo sviluppo sul caso di madre e figlia avvelenate con ricina. Come riportato da Fanpage, è stata resa nota l’ipotesi di alcuni possibili errori riscontrati nel test dell’uomo coinvolto.
Errori che sono stati spiegati prontamente dall’Istituto Spallanzani di Roma, il quale ha pubblicato una nota ufficiale, che potesse fare luce sulle tante ombre emerse nei giorni scorsi. Ecco dunque, la ricostruzione di quanto accaduto.

Madre e figlia avvelenate con ricina: gli errori sul test
Tutto ciò, è nato quando nei giorni scorsi è stata resa una notizia riguardante i test effettuati sull’uomo coinvolto. Infatti, da alcune anticipazioni, è emersa quella che sembrerebbe essere una vera e propria incongruenza.
L’uomo è risultato infatti negativo alla sostanza, nonostante i test avessero rivelato allo stesso tempo l’intossicazione acuta dalla stessa, nei corpi delle due vittime. Riguardo questo passaggio, è stata presto fornita una spiegazione.
Il tossicologo incaricato, ha dichiarato ciò: “Può ritenersi compatibile sia con l’eventuale assenza della proteina nel sangue al momento del prelievo, sia con la possibile degradazione, anche completa, dell’analita, in ragione del tempo trascorso tra il prelievo e l’esecuzione delle analisi“.
Le polemiche sulla conservazione
Nei giorni precedenti, sono nate inoltre alcune polemiche in merito alla conservazione dei test effettuati. L’Istituto Spallanzani di Roma si è difeso da queste accuse dichiarando: “In tale ambito, la conservazione è avvenuta a +4°C per le indagini sierologiche e mediante congelamento a -20°C per gli estratti destinati alle analisi molecolari, in conformità a protocolli standardizzati per lo specifico test di riferimento“.
L’Istituto incaricato, ha perciò chiarito meglio il modo in cui sono andate realmente le cose. Distanziandosi così dalle speculazioni che sono state fatte nei giorni precedenti.