Un dettaglio importante è emerso sul caso dell’omicidio Pierina Paganelli: il tablet della vittima acceso tre ore dopo la sua morte.
Il giallo legato all’omicidio Pierina Paganelli continua a far parlare. Dopo l’ipotesi di una seconda persona sulla scena del crimine, ecco che dall’ultima udienza è emerso un dettaglio potenzialmente molto importante: il tablet che la vittima aveva nella sua borsa si è acceso tre ore dopo la sua morte. Un segnale che potrebbe dare adito ad alcune teorie importanti su cui ragionare.

Omicidio Pierina Paganelli: il tablet acceso tre ore dopo la morte
Il caso della povera Pierina Paganelli, la 78enne di Rimini che fu uccisa alle 22.12 del 3 ottobre e il cadavere fu rinvenuto poco dopo le 8 del mattino del giorno dopo, nei pressi del garage di Via del Ciclamino, dove la donna abitava, continua a far parlare. A margine dell’ultima udienza sulla vicenda dell’omicidio, infatti, è emerso un dettaglio importante.
Nella borsa della donna furono trovati alcuni effetti personali tra cui un tablet. Proprio questo dispositivo sarebbe stato attivato poco più di tre ore dopo il delitto di via del Ciclamino. Per circa cinque secondi, un tempo brevissimo, tale da non far pensare ad un uso vero e proprio del tablet ma ad un’accensione dello schermo dovuta ad un tocco o ad uno spostamento dello stesso.
La scena del crimine “manipolata”
In questa ottica, come riferito anche dal Corriere della Sera, stando alla deposizione del maresciallo Lobefaro, interrogato dal pm Daniele Paci e dalla giudice Fiorella Casadei, l’accensione del tablet, o comunque la sua attivazione “potrebbe essere stata innescata anche da uno spostamento del cadavere”. Questo elemento, di fatto, va a rinforzare l’ipotesi già presa in considerazione: quella secondo cui il corpo senza vita di Pierina Paganelli sarebbe stato in qualche modo ricomposto e la scena del crimine sarebbe stata manipolata.
Da capire, a questo punto, chi possa essere coinvolto nell’eventuale spostamento del corpo. Va sottolineato come lo smartphone di Louis Dassilva, accusato dell’omicidio, abbia registrato 7 passi compiuti all’1,35 del 4 ottobre, 12 minuti dopo l’attivazione sospetta del tablet della Paganelli.