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Fiorello contro la Rai per la vendita del Teatro delle Vittorie
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“Un crimine”: Fiorello contro la Rai, cosa è successo

Rosario Fiorello

Fiorello e Biggio sono “scesi in campo” contro la Rai per una decisione che potrebbe “cambiare” il mondo dello spettacolo.

Dopo aver commentato gli insulti subiti dalla Premier Giorgia Meloni da parte del propagandista russo Solovyov, ecco Fiorello di nuovo protagonista ma in modo decisamente diverso. Lo showman, insieme all’amico e collega de La Pennicanza Biggio, si è messo in gioco in prima persona per contrastare una decisione della Rai: vendere il famoso Teatro delle Vittorie.

Rosario Fiorello
Rosario Fiorello – newsmondo.it

Fiorello e Biggio in protesta contro la Rai

In occasione dell’apertura della puntata de La Pennicanza, trasmissione di Radio 2, Fiorello e Biggio hanno manifestato la propria contrarietà alla decisione della Rai di vendere il Teatro delle Vittorie. “È un crimine contro la storia dello spettacolo italiano”, ha spiegato lo showman. “Questo teatro non si dovrebbe vendere”.

Fiore e Biggio hanno spiegato anche le ragioni dell’importanza di questo “monumento” per lo spettacolo nostrano: “Non si dovrebbe neanche pensare di venderlo, per quello che si è vissuto là dentro, per il grande varietà, i grandi Fantastico di Pippo Baudo, e poi Raffaella Carrà, Mina… Tutti i grandi dello spettacolo sono stati qua dentro”, ha aggiunto lo showman.

La risposta della Rai sul Teatro delle Vittorie

In risposta alla polemica di Fiorello, la Rai ha subito replicato motivando la scelta della cessione del Teaotro: “La messa in vendita del Teatro Delle Vittorie rientra negli obiettivi di un piano immobiliare che – unico nella storia Rai – guarda al futuro, non solo a Roma, con significativi interventi tecnologici volti alla completa modernizzazione e trasformazione in Digital Media Company”.

La Rai ha anche spiegato sul Teatro Delle Vittorie, definendolo “pezzo importantissimo della storia Rai”, che dietro tale decisione ci siano delle “valutazioni tecniche” che fanno riferimento a “costi di gestione eccessivi e non più sostenibili […]. Per questi motivi, sommati ai costi milionari di manutenzione, la sua vendita era stata già deliberata dal precedente Cda nel luglio 2022”.

Nella stessa nota, la Rai ha sottolineato come l’obiettivo “non è, dunque, quello di cancellare la propria storia, ma di declinarla al futuro, razionalizzando al meglio le proprie strutture, investendo in profondi cambiamenti […]”.

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ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2026 16:51

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