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Colton Harris-Moore, chi era il bandito rimasto in fuga per due anni
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Colton Harris-Moore: i due anni di fuga del “bandito scalzo” tra furti, aerei rubati e arresto alle Bahamas

Polizia scena del crimine

Colton Harris-Moore divenne famoso come “bandito scalzo” dopo una fuga durata circa due anni tra furti, auto, barche e aerei rubati, conclusa nel 2010 con l’arresto alle Bahamas.

Alcuni percorsi criminali traggono forza dalla mitizzazione collettiva piuttosto che dalla realtà dei fatti, convertendo il reo in un personaggio di pubblico interesse. Il caso di Colton Harris-Moore ne è un esempio calzante. Negli Stati Uniti divenne famoso come il “bandito scalzo”, soprannome nato perché in alcuni luoghi dei furti sarebbero state trovate impronte lasciate a piedi nudi.

La sua fuga durò circa due anni e attraversò il Nord-Ovest americano, poi altri Stati e infine i Caraibi. Aveva appena diciannove anni quando venne catturato, ma la sua storia era già diventata enorme: furti in case e attività commerciali, auto e barche rubate, piccoli aerei portati via senza brevetto e una capacità fuori dal comune di sparire ogni volta prima dell’arrivo della polizia.

Scena del crimine nastro polizia
Scena del crimine nastro polizia – newsmondo.it

Colton Harris-Moore: la fuga iniziata da adolescente e la leggenda del bandito scalzo

Colton Harris-Moore era originario dello Stato di Washington e già da giovanissimo aveva avuto problemi con la legge. Dopo essere scappato da una struttura minorile nel 2008, cominciò una lunga fuga fatta di nascondigli nei boschi, furti e spostamenti continui. All’inizio sembrava il percorso di un ragazzo allo sbando, ma in poco tempo la vicenda assunse contorni molto più clamorosi.

Secondo le ricostruzioni investigative, durante la latitanza rubò veicoli, imbarcazioni e diversi piccoli aerei. La cosa più incredibile è che non aveva una vera formazione da pilota: avrebbe imparato nozioni di volo studiando manuali, usando simulatori e osservando materiale tecnico. In più occasioni riuscì comunque a decollare, spostarsi per centinaia di chilometri e poi atterrare o precipitare senza essere preso.

Questa combinazione di audacia, incoscienza e fortuna lo trasformò in un caso mediatico. Per alcuni era solo un ladro seriale che lasciava dietro di sé danni e vittime economiche; per altri, soprattutto online, diventò quasi un moderno fuorilegge da romanzo. Ma dietro la leggenda c’erano reati reali, persone derubate e rischi enormi per chiunque si trovasse sulla sua strada.

Il volo fino alle Bahamas e l’arresto dopo due anni

La fase finale della fuga arrivò nel luglio 2010. Harris-Moore rubò un piccolo aereo negli Stati Uniti e riuscì a volare fino alle Bahamas, dove il velivolo finì fuori uso dopo un atterraggio di fortuna. Anche lì continuò a muoversi e a nascondersi, venendo collegato a nuovi furti sull’isola di Abaco.

La caccia terminò l’11 luglio 2010, quando la polizia delle Bahamas lo intercettò mentre cercava di scappare su una barca. Gli agenti spararono al motore dell’imbarcazione e riuscirono a bloccarlo. L’immagine del giovane fuggitivo arrestato ai Caraibi chiuse definitivamente la storia dei suoi due anni di latitanza.

Dopo il rientro negli Stati Uniti, Colton Harris-Moore si dichiarò colpevole in più procedimenti. Nel dicembre 2011 ricevette una condanna superiore a sette anni per le accuse statali, mentre nel gennaio 2012 fu condannato a 78 mesi di carcere per i reati federali collegati alla lunga fuga. È questo il doppio volto della sua storia: da una parte il mito del “bandito scalzo”, dall’altra una scia concreta di furti, danni e pericoli che la giustizia americana ha punito con anni di carcere.

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ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2026 21:23

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