Il caso Rocchi ha aggiunto un altro tassello misterioso, ad una vicenda già di per sè poco chiara. Ecco cos’è successo.
Dopo i dettagli emersi sul codice utilizzato per comunicare con gli arbitri, il caso Rocchi si è avvolto di un ulteriore alone di mistero. Infatti, come riportato La Gazzetta dello Sport, ci sono alcuni aspetti riguardanti questa vicenda che sono ancora poco chiari.
I dubbi in questione sono emersi in seguito alle conferme nate dall’inchiesta che, negli ultimi giorni, ha invaso qualunque quotidiano sportivo. Da questi dettagli sono infatti nate ulteriori perplessità e domande a cui dare una risposta.

Caso Rocchi: i dubbi dopo l’inchiesta
In seguito ai dettagli rivelati dallo svolgimento dell’inchiesta, si sono insinuati ulteriori dubbi nella mente dei tifosi. Innanzitutto, considerando che nell’inchiesta figurano soltanto nomi legati al settore degli arbitri, con chi sono avvenuti i colloqui a San Siro?
E soprattutto, quali sono stati i criteri per stabilire i differenti livelli di gradimento che differenziano Colombo da Doveri? Al momento, l’unica risposta (seppur parziale) viene data solamente alla prima domanda.
Al momento, all’interno dell’inchiesta non figura alcun nome di alcun dirigente di Serie A o di Serie B. Non ci sono inoltre personalità legate all’Inter direttamente coinvolte nella vicenda. Infatti, nel precedente avviso di garanzia la società nerazzurra figurava come possibile parte coinvolta.
Le ipotesi su San Siro
Superando le ipotesi fatte dalla Procura sugli arbitri “non graditi” emerse in precedenza, ci sono alcune zone in cui Rocchi sarebbe potuto essere per parlare di questi fischietti. Essendo in precedenza il designatore arbitrale, si sarebbe potuto trovare nella terna, in hospitality e in tribuna autorità.
Si sarebbe inoltre potuto trovare perfino negli spogliatoi, cosa che non accade per prassi ma che viene prevista dal regolamento. I dubbi in questione, man mano che i dettagli dell’inchiesta vengono sviscerati, non fanno che sommarsi ad ulteriori dubbi.
Sempre in merito all’arbitro “non gradito” Doveri, secondo la Procura, Rocchi, avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione del fischietto alla direzione della successiva semifinale di Coppa dopo il derby tra Inter e Milan, onde assicurare poi ai nerazzurri direzioni di gara diverse dal “poco gradito” arbitro per la eventuale finale di Coppa Italia oltre che per il resto delle partite del campionato di Serie A che erano di “maggiore interesse per la squadra milanese”. Da capire, appunto, in che modo e dove Rocchi possa aver avuto modo di “parlare” e con chi.