Un diciottenne rinchiuso in carcere è stato violentato da alcuni suoi compagni di cella. Ecco i dettagli della vicenda.
Dopo le violenze subite da una madre di famiglia disabile, un altro caso analogo è stato reso noto nelle ultime ore. Infatti, come riporta Fanpage, un diciottenne è stato violentato da alcuni suoi compagni di cella.
Il ragazzo recluso, ha vissuto un vero e proprio incubo per circa due giorni. Infatti, i dettagli emersi da questo caso di cronaca evidenziano un caso drammatico, con numerose aggravanti a carico degli imputati.

Diciottenne violentato in carcere: i dettagli
Un ragazzo di appena 18 anni, nel carcere di Marassi di Genova, ha subito ripetutamente delle violenze sia sessuali che fisiche da parte di alcuni suoi compagni di cella. Tutto ha avuto inizio quando si è diffusa una voce infondata circa dei presunti reati di pedofilia legati al giovane.
Così, sapendo ciò, i suoi compagni hanno deciso di optare per una “punizione” che si è lentamente trasformata in un vero e proprio incubo. Il giovane è stato infatti picchiato, torturato e seviziato di continuo, senza che nessuno intervenisse per salvarlo.
Il ragazzo è stato bruciato con alcune cicche di sigarette e tatuato in volto con insulti sessisti e disegni osceni. Inoltre, è stato picchiato con uno sgabello e colpito con uno straccio con delle saponette utilizzato come frusta. Nei suoi confronti è stata inoltre simulato un suicidio, con lo scopo di deriderlo.
Il provvedimento della giustizia
Il ragazzo diciottenne si trovava in carcere per una rapina di poco conto. Le persone coinvolte nella violenza di gruppo sono invece tre: un ragazzo di 22 anni, uno di 23 anni e uno di 27 anni. Tutti e tre sono stati condannati ad ulteriori 14 anni di reclusione.
La vittima si trova invece in una comunità, dopo essere stato sottoposto ad un ricovero prolungato a causa delle sue gravissime condizioni.