Nel giorno del suo compleanno, Vittorio Sgarbi è tornato a mostrarsi in pubblico per un motivo molto importante in ambito lavorativo.
Poco più di un mese fa lo avevamo visto in televisione su La7, dove aveva scambiato alcune battute con David Parenzo legate anche alle sue condizioni di salute. Ora, Vittorio Sgarbi è riapparso in pubblico nel giorno del suo compleanno, e lo ha fatto alla Biennale di Venezia dove è stato coinvolto in una iniziativa che lo riguarda da molto vicino.

Vittorio Sgarbi in pubblico alla Biennale di Venezia
Nel giorno del suo compleanno, Vittorio Sgarbi ha deciso di mostrarsi in pubblico e lo ha fatto per un’occasione importante legata al suo lavoro da critico d’arte. L’uomo, al netto di una visibile condizione fisica non ottima, per lo meno non come eravamo soliti vederlo e immaginarlo, è stato coinvolto a margine della presentazione al pubblico dell’opera di Bansky ‘The Migrant Child’.
Tale opera, realizzata dallo street artista britannico Banksy a Venezia la notte tra l’8 e il 9 maggio 2019, e che racconta il tema dei diritti dei minori e delle migrazioni, è stata restaurata anche su indicazione proprio di Sgarbi, ragione per cui il critico d’arte è voluto essere presente alla sua “riapertura” al pubblico.
Il commento di Sgarbi per la presentazione dell’opera
Il Giornale ha riportato anche l’intervento di Sgarbi in merito alla riapertura al pubblico dell’opera dell’artista: “Che un’opera di Banksy sia a Venezia è un dato che appartiene alla storia”, ha fatto sapere il critico. “E occorreva che questa storia non si dissolvesse in un ricordo di un momento di sfida dell’artista più misterioso del nostro tempo a forma di prepotenza che il capitalismo stabilisce rispetto all’arte. Quindi un’opera di tutti, per tutti […]”.
Per Sgarbi “questo è il momento importante di prendere il palazzo e farlo diventare di nuovo un monumento per la città, non per la sua struttura architettonica, ma per una imprevista decorazione che lo fa diventare un luogo di pensiero, di intelligenza, di volontà, di determinazione e di forza, qualcosa che Banksy ci dimostra come nessun altro nel nostro tempo […]”.