Dopo le indiscrezioni sulla circolare del Ministero sulle regole per l’Hantavirus in Italia, ecco la conferma: dalle mascherine all’isolamento. Cosa succede.
Trovano conferma le indiscrezioni delle scorse ore legate alla circolare del Ministero della Salute in merito alla situazione dell’Hantavirus in Italia e alle regole da seguire. Si era parlato di tracciamento e isolamento e, di fatto, gli italiani dovranno seguire determinate procedure per evitare i rischi legati alla circolazione di questo virus.

Hantavirus: il rischio in Italia e la circolare
Il Ministero della Salute ha emanato una nuova circolare con indicazioni urgenti di sanità pubblica a seguito di un focolaio di Hantavirus tipo Andes (ANDV) scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius. In questo senso va precisato che nonostante il rischio per la popolazione generale italiana sia attualmente considerato molto basso dalle autorità nazionali (ISS, INMI Spallanzani) ed europee (ECDC), il principio di massima cautela ha portato il Governo ad attivare protocolli rigorosi di monitoraggio e contenimento.
Mascherine, quarantena fiduciaria e controlli: i dettagli
Ma quali regole bisogna seguire per evitare la diffusione del virus? Chiunque sia stato a bordo della nave o sia entrato in contatto stretto con casi confermati è classificato come “contatto ad alto rischio”. Per questi soggetti è prevista una quarantena fiduciaria di sei settimane (42 giorni), con l’obbligo di utilizzare una stanza singola, mantenere il distanziamento dai familiari e sottoporsi a un monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte delle autorità sanitarie.
Ritornano anche le mascherine. Infatti, per quanto concerne le resitrizioni nei trasporti, i contatti ad alto rischio non possono utilizzare mezzi di trasporto pubblico o voli commerciali per il rientro. In caso di spostamenti autorizzati, è obbligatorio l’uso di mascherine mediche resistenti ai liquidi e il mantenimento di spazi liberi intorno al sedile.
Sempre in relazione ai trasporti, ma questa volta legati ai viaggi in aereo, il Ministero ha deciso che, se un caso probabile o confermato viene identificato su un velivolo, tutti i passeggeri del volo saranno considerati contatti ad alto rischio.
Per il monitoraggio della situazione è previsto un testing, considerato prioritario per i soggetti che presentano sintomi compatibili con la sindrome cardiopolmonare. Da sottolineare, inoltre, come gli uffici di sanità marittima e aerea (USMAF) siano stati allertati al fine di migliorare e potenziare i controlli sui viaggiatori provenienti da aree a rischio e per gestire eventuali casi sospetti con i mezzi e i dispositivi adeguati.