A margine della consegna del Premio Carlo Magno ad Aquisgrana, Mario Draghi ha dettato la linea dell’Europa. Le parole.
Mario Draghi ha ricevuto il Karlspreis, il premio Carlo Magno – il massimo premio tedesco – per l’”opera di una vita”. L’ex presidente della Bce e premier italiano ha avuto modo di delineare il quadro della situazione dell’Europa, sia per quanto riguarda i rapporto tra i Paesi Ue che, in generale, quelli a carattere internazionale, come con gli Stati Uniti.

Mario Draghi e l’Europa “sola ma insieme”
L’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Bce, Mario Draghi, a margine dell’evento che lo ha visto ricevere il Premio Carlo Magno ad Aquisgrana, ha parlato della situazione dell’Europa e dei rapporti con gli altri Paesi. “Per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme“, ha detto.
“Il mondo che un tempo aiutava l’Europa a generare prosperità non esiste più. È diventato più duro, più frammentato e più mercantilista”, ha aggiunto ancora Draghi sottolineando che “dall’altra parte dell’Atlantico, non possiamo più dare per scontato che i custodi dell’ordine del dopoguerra restino impegnati a preservarlo”.
Il focus su Usa e Cina
Interessanti i passaggi di Draghi a proposito degli Usa ma anche della Cina: “Per la prima volta dal 1949, gli europei devono affrontare la possibilità che gli Stati Uniti non garantiscano più la nostra sicurezza alle condizioni che davamo per scontate”. E ancora: “Nemmeno la Cina offre un punto di riferimento alternativo”, ha detto con tanto di accusa di generare “surplus industriali su una scala che il mondo non può assorbire senza svuotare la nostra stessa base produttiva” e anche di sostenere “direttamente il nostro avversario, la Russia”.
Da qui il concetto ribadito: “In un mondo di alleanze mutevoli, ogni dipendenza strategica deve ora essere riesaminata. Per la prima volta nella memoria vivente, siamo davvero soli insieme”. Per Draghi si tratta di un momento “di pericolo” che l’Europa deve trasformare in un momento “di rivelazione”.