Mario Roggero fu vittima di una rapina già nel 2015, con evidenti danni che gli sono stati provocati da quel momento in poi.
Dopo aver scoperto le condizioni necessarie per poter uscire di prigione, è stato reso noto anche un altro aspetto riguardante la vita di Mario Roggero. Il gioielliere recentemente condannato fu infatti vittima di una rapina già nel 2015.
Lo stesso avvenimento è stato poi utilizzato dalla difesa dell’uomo come “contestualizzazione” della sua reazione verso i due rapinatori uccisi. Dal video citato da Open e pubblicato da Tgcom 24, si possono scorgere tutti i dettagli della vicenda dell’epoca.

Mario Roggero e la rapina del 2015: i dettagli
Dal video in questione, si può vedere come all’interno della gioielleria di Grinzane Cavour fossero entrati due finti clienti. I quali, dopo pochi secondi, si sono avventati su di lui e sulla refurtiva del suo negozio.
Da quel momento in poi è seguito un duro pestaggio, dove l’uomo ora condannato è stato immobilizzato a terra per poi essere brutalmente percosso dai due malviventi. La figlia era presente nel negozio proprio in quel momento, ma non ha potuto fare granchè per evitare quanto accaduto.
Il danno economico subito al negozio non fu l’unica conseguenza di quella tremenda rapina. Ci furono infatti delle ripercussioni che, per ovvie ragioni, hanno afflitto il gioielliere anche dal punto di vista fisico e psicologico.
Le ripercussioni dopo la rapina
Oltre alla perdita di numerosi beni preziosi, Roggero fu anche vittima di una frattura del setto nasale, con una prognosi di 25 giorni. Nonostante la condanna dei due rapinatori, l’uomo sviluppò a seguire un disturbo post-traumatico da stress.
Stando al perito che si è occupato della vicenda, l’uomo maturò la seguente convinzione: “Di dover agire da solo, posto che le autorità a ciò deputate non avevano svolto in modo adeguato il loro compito“.