L’iperossia sembrerebbe essere stata una potenziale causa della morte dei cinque italiani morti alle Maldive.
Nelle ultime ore, ha fatto il giro della rete così come di molti altri media la notizia di cinque italiani morti alle Maldive. A quanto è emerso in seguito, le vittime dell’escursione subacquea potrebbero essere morte a causa dell’iperossia.
Numerosi sono stati i quotidiani che hanno riportato in cosa consiste. Ma soprattutto, altrettanto numerosi sono i quotidiani che l’hanno direttamente correlata alla scomparsa dei turisti italiani alle Maldive.

Ecco cos’è l’iperossia
Come riportato da “Il Giornale” il fenomeno in questione riguarda essenzialmente un problema legato alla tossicità dell’ossigeno. E potrebbe essere esattamente questa, la causa della tragedia accaduta alle Maldive.
Nel momento in cui si fa un’immersione a profondità così elevate, la pressione dell’ossigeno aumenta inevitabilmente. Quando questa viene impiegata con dell’aria comune, oppure con una miscela non ben calibrata, il rischio che l’ossigeno diventi tossico aumenta in maniera esponenziale.
Questo può provocare degli evidenti danni sul sistema nervoso centrale dell’essere umano, con sintomi quali vertigini, disorientamento e addirittura convulsioni. Un’aggravante ulteriore potrebbe derivare anche da una ricarica errata delle bombole di ossigeno utilizzate per l’escursione subacquea.
La correlazione con i turisti morti
Adnkronos ha riportato le parole di Claudio Micheletto, past president dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) e direttore Pneumologia presso l’azienda ospedaliera universitaria di Verona.
Il professionista in questione, ha dichiarato come la fine dei turisti sia stata per ovvie ragioni orribile: “La morte per tossicità da ossigeno, o iperossia, è una delle più drammatiche che possano verificarsi durante un’immersione, una fine orribile“.
Sulla scia di quanto scritto sopra, Micheletto ha confermato il ruolo fatale della tossicità dell’ossigeno: “Quando si respirano concentrazioni troppo elevate di ossigeno, il gas diventa tossico per l’organismo. Durante l’immersione compaiono vertigini, dolore, alterazione dello stato di coscienza e disorientamento, condizioni che rendono impossibile risalire in superficie“.
Ciò, con l’aggiunta di “danni sia neurologici sia respiratori. L’iperossia determina un’infiammazione acuta dell’apparato bronco-respiratorio, con danni a polmoni e alveoli, oltre a effetti sul sistema nervoso centrale“.