La visione politica di Carlo Calenda, tra elezioni comunali e le future politiche. La previsione sul voto e chi sarà il leader della sinistra.
Aveva già fatto una prima previsione in merito al futuro politico del centrosinistra. Ora, al Corriere della Sera, dopo i risultati delle elezioni comunali 2026, Carlo Calenda, leader di Azione, si è espresso facendo un riassunto della situazione ma dando anche uno sguardo a cosa potrebbe accadere in futuro. Non solo per il suo partito ma per tutta l’Italia.

Calenda e il commento sulle comunali 2026
Dopo aver chiosato con un “no” ad una domanda sulla nuova legge elettorale e il suo eventuale gradimento, Carlo Calenda, intervistato dal Corriere della Sera, ha parlato delle recenti elezioni comunali 2026. “Chi ha vinto? Non lo so, ma parliamo di un voto irrilevante, che non ci dice nulla sulle Politiche del prossimo anno”. Dopo aver analizzato quanto accaduto nelle varie città, l’attenzione del leader di Azione si è spostata sul futuro.
La previsione sulle politiche 2027 e il leader della sinistra
In merito alle politiche, Calenda ha subito spiegato cosa farà Azione: “Noi di Azione andremo al centro, punto. E prenderemo un sacco di voti di gente che non voterà un centrodestra da Tajani a Vannacci, né un centrosinistra da Renzi a Potere al popolo. Saranno due accozzaglie, non due coalizioni“. In questa ottica, il politico ha spiegato: “La nostra linea è semplice. Non appoggiamo candidati di estrema destra ed estrema sinistra, sul resto facciamo decidere al territorio […]”.
Proprio per questo Calenda ha ribadito come Azione resterà “al centro. Dobbiamo spezzare questa ordalia che è diventata la politica. C’è un 8% almeno che non vuole votare le forze estreme e un pezzo rilevante di 5 Stelle non voterà per Conte se andrà con il Pd, come abbiamo visto a Venezia”.
Su quello che è il suo lavoro, Calenda ha aggiunto: “Lavoro per costruire un centro moderato fortemente europeista che sconfigga il bipopulismo. In caso di pareggio si scomporranno i poli, così che nessuno sia obbligato a governare con Vannacci o Potere al popolo. Altrimenti, tra Meloni e Conte il Paese continuerà a declinare”. Una precisazione, con tanto di previsione, poi su Giuseppe Conte: “Penso che Renzi lavori in questa direzione. Alle primarie presenterà un competitor di Schlein, spaccherà il Pd e farà vincere Conte“, ha detto prevedendo, quindi, l’attuale leader del M5S come figura di tutto il centrosinistra alle politiche.