Il telemarketing effettuato verso i consumatori, dovrà necessariamente cambiare il suo metodo di svolgimento.
Era nell’aria ormai da tempo, e a distanza di pochi mesi è arrivato. Come riporta Leggo, lo stop alle telefonate di telemarketing è diventato finalmente valido a tutti gli effetti. Per le aziende che se ne occupano, cambieranno perciò un bel po’ di cose.
I consumatori non potranno più ricevere telefonate a sorpresa che propongano loro servizi e abbonamenti di vario genere. Infatti, il fulcro di questa nuova normativa è che gli operatori potranno contattare gli utenti solo in caso di consenso esplicito.

Telemarketing: come cambieranno le cose ora
A partire dalla data di venerdì, ovvero quella del 19 giugno 2026, dovranno adeguarsi anche altre piattaforme. Per esempio, come detto in precedenza, gli e-commerce dovranno facilitare agli utenti l’esercizio del loro diritto di recesso.
Il Codacons ha poi spiegato la portata che lo stop alle telefonate avrà sul settore della luce e del gas: “Da venerdì gli operatori del settore luce e gas, se vorranno inviare messaggi commerciali o proporre al telefono contratti di fornitura, potranno farlo solo se l’utente ha fornito espresso consenso. Non solo: i contratti energetici stipulati in violazione delle nuove disposizioni sono considerati nulli e perdono validità legale“.
Una altro punto potenzialmente a favore degli utenti, è il codice identificativo che permette di riconoscere proprio le chiamate commerciali. A questo proposito, il servizio “Contratto nullo” permetterà l’applicazione anche di norme come questa, nel caso in cui venisse proposta e approvata.
Le polemiche dopo il provvedimento
Essendo il provvedimento in questione valido solo per luce e gas, ciò non sarà valido per i contratti proposti dalle compagnie telefoniche. Da qui è nata una profonda polemica: “Giù le mani dalla stretta sul telemarketing nel settore della telefonia. Nessun passo indietro deve essere fatto sul sacrosanto giro di vite contro le telefonate selvagge e che estende anche alle comunicazioni quanto già previsto per luce e gas. Una vergogna bella e buona“.
Lo ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.