Il nuovo caso che coinvolge l’Italia e Giorgia Meloni dopo le dichiarazioni di Rutte e il timido passo indietro dopo la telefonata della Premier.
Si è aperto un vero e proprio caso dopo le dichiarazioni del segretario generale della Nato Rutte e l’Italia, con riferimento agli aerei Usa volati dalle basi italiane verso l’Iran. Alle frasi di Rutte ha fatto seguito la replica del Ministero della Difesa e, immediatamente, anche quella della Premier Giorgia Meloni. Sul suo intervento ha fornito delucidazioni il Corriere della Sera ipotizzando un “tranello” di Trump.

Meloni: il caso Rutte e il tranello di Trump
Giorgia Meloni non ha alcuna intenzione di farsi intimidire e di far passare messaggi errati. E infatti ecco la Premier essere intervenuta immediatamente per chiarire la posizione dell’Italia a carattere internazionale dopo le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Rutte, in riferimento agli aerei Usa partiti dalle basi italiane verso l’Iran.
Stando alla ricostruzione del Corriere della Sera in merito alla vicenda, pare che la Meloni, subito dopo le parole di Rutte abbia concordato la risposta con Crosetto. Ma non solo. “Questo è un tranello: dobbiamo reagire subito”, avrebbe detto la Premier. La Presidente del Consiglio avrebbe trovato questa uscita di Rutte illogica e insensata. Anche perché le operazioni sono tutte classificate e segrete e in totale sono circa 200 e non 500. In tutto questo, il sospetto è che dietro le parole di Rutte possa esserci stato Donald Trump.
La precisazione sull’Italia e le basi
Il Corriere della Sera ha anche attribuito un altro virgolettato alla Premier: “Sono state concesse solo attività tecniche e logistiche, mai operative, nel rispetto degli accordi in vigore. Quando sono arrivate richieste fuori da questo ambito, come noto, l’Italia ha sempre negato l’autorizzazione. Del resto, se fosse diverso non si spiegherebbero le accuse di Trump, che rimprovera all’Italia di non aver supportato gli Stati Uniti durante la guerra in Iran”.
La stessa Meloni ha poi sentito telefonicamente Rutte. La rettifica dell’Alleanza Atlantica non è bastata, però, a convincere la premier che questa uscita fosse “un tentativo di mettere pace, seppur maldestro”.