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Maura Fondacci, l’omicidio irrisolto della ragazza uccisa
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Maura Fondacci: il delitto di Gubbio tra tre colpi di fucile e un assassino mai trovato

volante della polizia

La storia dell’omicidio di Maura Fondacci, uccisa il 6 novembre 1997 nelle campagne di Gubbio con tre colpi di fucile: l’agguato, il processo, l’assoluzione definitiva e un cold case ancora senza colpevole.

Il nome di Maura Fondacci è legato a uno dei gialli più dolorosi dell’Umbria. Aveva 31 anni, una vita tranquilla, un lavoro nel negozio di pasta fresca gestito con la famiglia e un fidanzato storico. Per tutti era “Mauretta”, una ragazza senza ombre apparenti, legata alla famiglia, agli affetti e alla quotidianità di provincia.

Il 6 novembre 1997, Maura uscì dalla sua casa di Loreto, frazione di Gubbio, a bordo della sua Opel Corsa. Doveva raggiungere il negozio a Casamorcia, ma non arrivò mai. Poco dopo, il fratello Maurizio trovò l’auto ferma lungo una strada di campagna: il finestrino era distrutto, Maura era riversa nell’abitacolo, ancora viva ma gravissima. La corsa in ambulanza non bastò a salvarla.

Polizia
Polizia – newsmondo.it

Maura Fondacci: l’agguato sulla strada bianca e i tre colpi

Gli accertamenti chiarirono subito che non era stato un incidente. Maura era stata colpita da tre colpi di fucile, sparati con un’arma da caccia. Il primo avrebbe infranto il vetro lato guida; gli altri due, esplosi da distanza ravvicinata, la colpirono mortalmente.

La dinamica fece pensare a un agguato preparato, non a una rapina. Non risultavano oggetti rubati, non c’erano segnali di un movente evidente e la vittima non sembrava avere nemici. Un dettaglio rese la scena ancora più inquietante: i bossoli non vennero ritrovati, come se chi aveva sparato avesse avuto la lucidità di recuperarli prima di fuggire. Anche la posizione dell’auto, ancora accesa e trovata qualche metro più avanti rispetto ai vetri rotti, alimentò l’idea di una scena non lineare, forse modificata nei minuti successivi agli spari.

Il sospettato, l’assoluzione e il caso rimasto aperto

Dopo i funerali, una telefonata anonima indirizzò gli investigatori verso Mauro Ronchi, un uomo della zona. Nella sua auto vennero trovati un fucile da caccia e munizioni; emersero anche diari, annotazioni e testimonianze su presunti comportamenti molesti verso alcune donne. Il quadro era pesante, ma restava soprattutto indiziario.

Ronchi fu condannato in primo grado all’ergastolo, poi assolto in appello nel 2000. L’assoluzione venne confermata in Cassazione e l’uomo ottenne un risarcimento per ingiusta detenzione. Da quel momento, il caso di Maura Fondacci è rimasto senza un colpevole giudiziario.

Negli anni si è parlato di reperti smarriti o distrutti, di possibili analisi mai svolte e di nuove tecnologie arrivate troppo tardi. Ma il cuore del mistero resta lo stesso: chi conosceva i movimenti di Maura, l’aspettò su quella strada e le sparò mentre stava andando al lavoro?

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ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2026 16:45

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