Il bilancio è ancora provvisorio ma già drammatico: oltre una decina di vittime per l’incendio verificatosi in Spagna nelle ultime ore.
Un altro maxi incendio si è verificato in queste ore dopo quello in Italia in un capannone a Milano. Questa volta le conseguenze e le proporzioni sono di gran lunga peggiori. I fatti sono avvenuti in Spagna, in Andalusia, con le fiamme che sarebbero state causate da un cavo elettrico caduto a terra e che si sarebbero propagate rapidamente ad una vicina area boschiva.

Incendio in Spagna: cosa è successo e il bilancio
È di almeno 12 morti il bilancio provvisorio del violento incendio boschivo che ha colpito Los Gallardos, nella comunità autonoma dell’Andalusia, nel sud della Spagna. Le autorità hanno precisato che il numero delle vittime potrebbe aumentare nelle prossime ore, mentre proseguono le operazioni di soccorso e le verifiche sul territorio.
Il rogo ha provocato anche almeno sette feriti. Cinque di loro sono stati ricoverati all’Ospedale Universitario Torrecárdenas di Almería per ustioni di diversa gravità. Secondo quanto riferito dalla Giunta dell’Andalusia, molte delle persone decedute sono state trovate all’interno delle automobili rimaste bloccate dalle fiamme lungo una strada secondaria nei pressi di Bédar. Avrebbero cercato di allontanarsi dall’area interessata dall’incendio, ma il fronte del fuoco le avrebbe raggiunte. Due feriti sono invece riusciti a salvarsi lanciandosi in un terrapieno.
Le cause del rogo e il cordoglio delle autorità
Le cause dell’incendio restano al vaglio degli investigatori. Alcune testimonianze ipotizzano che il rogo possa essere stato provocato dalla caduta di un cavo elettrico, che avrebbe incendiato la vegetazione secca. Si tratta, però, di una ricostruzione che non è stata confermata ufficialmente dalle autorità.
L’emergenza ha reso necessaria l’evacuazione completa del comune di Bédar e delle località di Almocaizar, El Chocolate e Los Collados. La chiusura della principale arteria stradale della zona ha costretto i soccorritori a trasferire parte degli sfollati verso Lubrín. Circa cento persone hanno trascorso la notte nei centri di accoglienza allestiti nel teatro municipale e in un vicino poligono industriale.
Il ministro della Presidenza, della Sanità e delle Emergenze dell’Andalusia, Antonio Sanz, ha definito l’accaduto una tragedia senza precedenti per la regione. Cordoglio è stato espresso anche dal premier spagnolo Pedro Sánchez e dal presidente della Giunta andalusa, Juanma Moreno, che hanno manifestato vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite.