La Federcalcio Italiana si appresta a scegliere il nuovo commissario tecnico, con Mancini in pole position ma con un occhio a Guardiola.
La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) è al centro di un processo decisionale cruciale: la nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale. L’attenzione si concentra su potenziali candidati che possano riportare la squadra azzurra ai vertici del calcio internazionale. Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha già delineato i criteri essenziali per la selezione, sottolineando l’importanza di un profilo con esperienza internazionale e una mentalità vincente. In questo contesto, i nomi di spicco non sono molti, rendendo improbabile l’emergere di un candidato a sorpresa.

Roberto Mancini al vertice delle preferenze per il ruolo di commissario tecnico
Tra i nomi più discussi per il ruolo di nuovo ct, spicca quello di Roberto Mancini. Secondo il Corriere dello Sport, Mancini è considerato il favorito per guidare nuovamente la Nazionale, grazie al suo passato successo a Euro 2021 e al legame consolidato con molti giocatori della squadra. Nonostante il suo recente passaggio all’Arabia Saudita, alcuni calciatori della Nazionale italiana avrebbero già manifestato il desiderio di un suo ritorno, soprattutto dopo l’esonero di Spalletti. L’idea di coinvolgere Pep Guardiola sembra improbabile, ma non del tutto esclusa, mentre Antonio Conte ha perso terreno, anche per motivi economici. Anche Stefano Pioli, nonostante la sua capacità di valorizzare i giovani, non soddisfa i criteri di esperienza internazionale richiesti.
Il ruolo di Maldini e Leonardo nella scelta del nuovo allenatore
Un’altra variabile importante nel processo decisionale è rappresentata da Paolo Maldini e Leonardo, recentemente entrati a far parte della FIGC. Sebbene non ancora pienamente operativi, il loro contributo sarà fondamentale per la selezione del nuovo ct. Il presidente federale ha chiarito di voler condividere la decisione con il nuovo direttore tecnico, e si prevede che l’annuncio ufficiale possa avvenire entro una settimana, un tempo più breve rispetto alla nomina del Club Italia, che aveva richiesto circa venti giorni. Inoltre, sul piano umano, Mancini gode di un forte legame emotivo con i giocatori, molti dei quali hanno vissuto momenti di gloria sotto la sua guida. Questo aspetto potrebbe risultare determinante per ricostruire l’identità e l’attaccamento alla maglia azzurra.