Alcuni dettagli sul femminicidio Pamela Genini emersi al processo ai danni del killer, Gianluca Soncin. Le immagini della notte drammatica.
Il caso del femminicidio Pamela Genini continua a far parlare, non solo per la profanazione della sua tomba ma anche, e soprattutto, per il processo per il killer della ragazza, Gianluca Soncin. La ventinovenne, originaria di Strozza, lo ricordiamo, è stata uccisa il 14 ottobre 2025 dopo aver deciso di interrompere la loro relazione. I poliziotti non riuscirono a fermare il delitto pur arrivando sul posto nelle fasi concitate della discussione, poi risultata fatale, tra i due.

Femminicidio Pamela Genini: a processo le immagini del delitto
Nel corso del processo per l’omicidio aggravato di Pamela Genini, celebrato nell’aula del Palazzo di Giustizia di Milano, sono state mostrate le immagini registrate dagli agenti intervenuti la sera del 14 ottobre 2025 nell’appartamento di via Iglesias. Il filmato, ripreso con una bodycam della polizia, documenta i momenti successivi all’irruzione: il sangue sul pavimento, il corpo della giovane riverso a terra, il coltello utilizzato nell’aggressione e l’ex compagno Gianluca Soncin ancora sporco di sangue.
La registrazione cattura anche gli ultimi istanti di vita della ventinovenne, deceduta poco dopo l’ingresso degli agenti, costretti a sfondare i portoni dello stabile e la porta dell’abitazione. In aula, una poliziotta ha raccontato che Soncin tentava di impedire l’accesso chiudendo la porta contro gli agenti mentre la vittima stava morendo. “Ci sbatteva la porta in faccia mentre Pamela moriva”, hanno fatto sapere.
La ricostruzione del caso
Secondo la ricostruzione investigativa, Pamela era al telefono con l’amico Francesco Dolci quando si è accorta che Soncin era entrato nell’appartamento utilizzando un duplicato delle chiavi, realizzato alcuni giorni prima senza il suo consenso. Spaventata, la giovane aveva inviato messaggi chiedendo di contattare immediatamente il 112. Grazie a quella segnalazione, la polizia è intervenuta rapidamente. Quando la pattuglia è arrivata, Pamela era ancora viva e, rispondendo al citofono con la frase “Glovo, secondo piano”, avrebbe cercato di comunicare in modo discreto la situazione di pericolo.
Gli agenti hanno raggiunto l’appartamento pochi minuti dopo, trovando la porta sbarrata e sentendo le urla provenire dall’interno. Una volta entrati, hanno assistito a una scena drammatica con Soncin che ha ucciso la ragazza colpendola con 76 coltellate, trascinandola per i capelli mentre tentava di fuggire. Le successive perquisizioni hanno portato al sequestro di numerosi coltelli nell’abitazione dell’imputato. Dalle indagini è inoltre emersa una relazione caratterizzata da episodi di violenza iniziati nel 2024, mai denunciati dalla vittima né segnalati ai centri antiviolenza.