Quantcast
Ahmad Suradji: i 42 omicidi e la condanna a morte
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Ahmad Suradji: i 42 omicidi e la condanna a morte

Uomo incappucciato nell'oscurità che fa il gesto del silenzio con l'indice.

La storia di Ahmad Suradji, guaritore tradizionale indonesiano condannato per 42 omicidi, dalla scoperta dei corpi all’esecuzione nel 2008.

Per anni Ahmad Suradji fu conosciuto nella provincia indonesiana di Sumatra Settentrionale come un dukun, termine usato per indicare un guaritore o praticante di rituali tradizionali. Numerose donne si rivolgevano a lui nella speranza di risolvere problemi sentimentali, economici o personali.

Dietro quella attività si nascondeva però una lunga serie di omicidi. Suradji venne riconosciuto colpevole di avere ucciso 42 donne e ragazze, attirate in un terreno vicino alla sua abitazione con il pretesto di sottoporle a un rituale.

Secondo la ricostruzione della polizia accolta nel procedimento, le vittime venivano immobilizzate e interrate fino alla vita. Suradji le strangolava, quindi ne seppelliva i corpi nel terreno. Agli investigatori dichiarò che quei delitti avrebbero dovuto accrescere i poteri soprannaturali che sosteneva di possedere.

Uomo di spalle che regge un'ascia.
Sagoma maschile di spalle che impugna un’ascia nell’oscurità. – newsmondo.it

Ahmad Suradji: il corpo ritrovato nel campo e la scoperta delle vittime

Il caso emerse nel 1997, dopo il ritrovamento del corpo di una giovane donna in un campo vicino alla casa di Suradji, nel territorio di Deli Serdang. Le indagini accertarono che la vittima si era recata da lui prima della scomparsa.

Durante la perquisizione dell’abitazione furono rinvenuti vestiti e oggetti appartenuti ad alcune donne scomparse. Suradji venne fermato all’inizio di maggio. Nel corso degli interrogatori ammise inizialmente un solo omicidio, per poi indicare un numero crescente di vittime, fino ad arrivare a 42.

Gli scavi condotti nei terreni circostanti portarono alla scoperta di altri 41 corpi. Alcuni erano ormai in condizioni tali da rendere difficile l’identificazione. Suradji affermò che gli omicidi erano stati commessi nell’arco di diversi anni, ma durante il processo contestò le confessioni rese alla polizia, sostenendo che fossero state ottenute con la coercizione.

La condanna definitiva e l’esecuzione

Il processo si svolse davanti al Tribunale distrettuale di Lubuk Pakam. Il 27 aprile 1998, una corte composta da tre giudici riconobbe Suradji colpevole e lo condannò alla pena di morte.

La sentenza fu confermata in appello. La Corte Suprema indonesiana respinse sia il ricorso sia la successiva richiesta di revisione. Anche la domanda di grazia venne infine respinta dalla Presidenza della Repubblica nel novembre 2007.

Ahmad Suradji fu ucciso da un plotone di esecuzione il 10 luglio 2008. Poco prima dell’esecuzione gli fu consentito di incontrare la moglie, come aveva richiesto.

La sua responsabilità penale per i 42 omicidi è stata stabilita dalla sentenza. Le spiegazioni legate ai presunti poteri magici appartengono invece alle dichiarazioni attribuite allo stesso Suradji e alla ricostruzione fornita dalla polizia: non costituiscono una spiegazione oggettivamente dimostrabile del movente.

Leggi anche
Famiglia Watts: il massacro e la condanna di Chris Watts

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2026 18:24

Famiglia Watts: il massacro e la condanna di Chris Watts

nl pixel