La famiglia di Pamela Genini ha deciso di mettere fine ad alcune indiscrezioni su un presunto conto segreto con diverse migliaia di euro.
Il caso legato alla povera Pemla Genini, vittima di femminicidio e successivamente di vilipendio di cadavere con la sua tomba profanata e la testa portata via continua ad essere al centro dell’attenzione. Le indagini proseguono con tanto di coltello rinvenuto ma che ancora non ha portato ad alcuna conclusione utile. Intanto un’altra questione ha visto la famiglia della ragazza intervenire: le voci su un presunto conto in banca di Pamela contenente 700mila euro.

Pamela Genini: il presunto conto da 700mila euro
La famiglia di Pamela Genini ha deciso di affidare ogni comunicazione con i mezzi d’informazione esclusivamente al proprio legale, l’avvocato Nicodemo Gentile. La decisione è stata annunciata attraverso una nota diffusa dall’associazione di promozione sociale Scarpetta Rossa, impegnata nel contrasto alla violenza sulle donne, con la quale i familiari hanno scelto di instaurare un rapporto di collaborazione per gestire i rapporti con la stampa nel rispetto della memoria della vittima.
La scelta è arrivata dopo la diffusione, negli ultimi giorni, di alcune ricostruzioni giornalistiche che la famiglia ritiene inopportune. Nella nota, Scarpetta Rossa ha sottolineato che gli investigatori avrebbero già verificato tutte le possibili piste alternative senza trovare elementi a sostegno delle ipotesi che stanno tornando al centro dell’attenzione mediatica. Secondo l’associazione, rilanciare supposizioni riguardanti la vita privata di Pamela, il suo patrimonio o presunti legami con il suo assassino non aiuta a chiarire i fatti e rischia invece di provocare una nuova forma di vittimizzazione, aumentando il dolore dei suoi cari e compromettendo il ricordo della donna.
Tra gli aspetti che stanno creando maggiore apprensione nella famiglia ci sarebbero le indiscrezioni su un presunto patrimonio di circa 700mila euro, somma non accertata che sarebbe stata custodita in una cassetta di sicurezza. Come riferito a Fanpage.it da Gualtiero Nicolini, responsabile nazionale dei progetti e dello sviluppo di Scarpetta Rossa, proprio la diffusione di queste informazioni rappresenterebbe oggi la principale preoccupazione dei Genini, timorosi che tali notizie possano attirare l’interesse di persone malintenzionate.
L’appello della famiglia al rispetto della privacy
“La diffusione di supposizioni sulla vita privata della vittima, sul suo patrimonio o su presunti collegamenti con il suo assassino non contribuisce in alcun modo all’accertamento della verità e rischia unicamente di alimentare un processo di vittimizzazione secondaria, arrecando ulteriore sofferenza ai suoi familiari e ledendo la memoria di Pamela […]”, ha fatto sapere Scarpetta Rossa.
Nicolini ha spiegato a Fanpage.it sui presunti 700mila euro (non accertati) in una cassetta di sicurezza: “La rivelazione dell’aspetto economico è quello che attualmente tiene più in allerta la famiglia Genini, intimorita dal fatto di poter attirare su di sé l’attenzione di qualche male intenzionato”.
Secondo quanto riferito ancora a Fanpage.it, la famiglia sta vivendo una fase particolarmente difficile e delicata, nella quale ogni dichiarazione può avere conseguenze importanti. Per questo motivo viene rivolto un appello agli operatori dell’informazione affinché ogni richiesta venga indirizzata esclusivamente ai referenti indicati. Nella stessa nota viene inoltre chiesto di rispettare la volontà della madre di Pamela, Una Smirnova, che ha deciso di non rilasciare dichiarazioni e di non essere ulteriormente contattata dalla stampa.